Il cantante Alex Britti ha chiesto di costituirsi parte civile nel maxi procedimento sul caso Equalize, relativo a presunti spionaggi illegali con accessi abusivi a banche dati. L’udienza preliminare si è aperta oggi nell’aula bunker del carcere milanese di Opera davanti alla gup Tiziana Landoni; nel fascicolo risultano oltre 70 imputati e più di 800 persone offese per decine di episodi diversi.
Nell’udienza preliminare, svoltasi a porte chiuse, è iniziata la costituzione delle parti, attività che proseguirà il 3 dicembre a causa di problemi emersi su alcune notifiche. Tra le imputazioni, secondo quanto ricostruito dai pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco nell’inchiesta dei carabinieri del Ros, il presunto “committente” dello spionaggio nei confronti di Britti sarebbe Fulvio Pravadelli, ex manager Publitalia: Pravadelli avrebbe chiesto agli uomini di un’agenzia di investigazione “di acquisire informazioni pregiudizievoli” su Britti mentre si stava separando da sua figlia. Britti è assistito dall’avvocato Gianluca Tognozzi; sulla ammissione delle varie istanze di parte civile la gup deciderà nelle prossime udienze.
Britti, sentito come teste, aveva spiegato ai pm: “Avevo il timore di attacchi, ma mai avrei pensato potessero arrivare a quanto è emerso dall’inchiesta (…) temo che si sarebbero potuti spingere a creare delle false prove contro di me non avendo trovato nulla col dossieraggio”.
Tra i personaggi noti indicati come persone offese in diverse imputazioni figurano Ricky Tognazzi, Selvaggia Lucarelli — che non avanzerà istanza come parte civile — Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri e Paolo Scaroni.
Al centro del procedimento ci sono la figura di Enrico Pazzali, ex manager pubblico e titolare di Equalize, e l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci. Quest’ultimo ha collaborato alle indagini ed è al lavoro per definire una istanza di patteggiamento.



























































