sabato, Ottobre 17, 2026
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Italia, Ada Lovelace Day: Ercoli Finzi e ricercatrici spingono le donne nelle Stem

La ricerca scientifica è il settore in cui è «più importante raggiungere la parità tra uomini e donne», afferma Amalia Ercoli Finzi, prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria Aeronautica. Ercoli Finzi, che ha insegnato a lungo al Politecnico di Milano, ha pronunciato queste parole in occasione dell’Ada Lovelace Day, la giornata dedicata alla prima programmatrice di computer al mondo.

L’Ada Lovelace Day, promossa nel 2009 dalla giornalista e blogger britannica Suw Charman-Anderson, si propone di dare visibilità ai successi delle donne nei campi delle materie STEM — scienza, tecnologia, ingegneria e matematica — e di incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere in questi settori. Anche quest’anno la giornata sarà celebrata con numerosi eventi in tutto il mondo, dalle maratone su Wikipedia ai quiz nei pub.

In Italia sono previste iniziative come l’incontro organizzato dal Museo Piemontese dell’Informatica di Torino su intelligenza artificiale, biologia, parità di genere e strumenti digitali, che vedrà protagoniste ricercatrici e professioniste, e il convegno celebrativo dell’Università Carlo Bo di Urbino volto a dare visibilità ai contributi femminili nella scienza e nella tecnologia.

«Le STEM sono la strada giusta per l’emancipazione femminile perché sono le discipline del futuro e sono state create dagli uomini: sono l’ultima roccaforte maschile, ma le donne riusciranno a entrare anche lì, la società ha bisogno del punto di vista unico fornito dalle donne», osserva Ercoli Finzi. Gli stereotipi nelle discipline STEM, aggiunge, «sono ancora forti» e non si possono cancellare con una legge: «sono una questione culturale. Per questo motivo serve la collaborazione degli uomini». Alle ragazze che vogliono intraprendere questo percorso dice di «avere coraggio, troverete delle difficoltà ma non scoraggiatevi».

Sulla stessa lunghezza d’onda Matilde Antonj, ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia e tra le 11 vincitrici del XX Premio Internazionale Tecnovisionarie di Women&Tech, invita a «seguire le proprie passioni, non le mode del momento» e a essere «determinate e ambiziose». Antonj sottolinea che in alcuni casi è «più difficile dimostrare le proprie competenze perché si viene sottovalutate all’inizio, ma negli anni le cose sono migliorate, vedo il numero degli ingegneri donna aumentare sempre più».

Segni di miglioramento sono evidenziati anche da Francesca Colella, professoressa dell’Università dell’Aquila specializzata in empowerment femminile e pari opportunità, che però definisce la situazione «ancora critica». «Gli stereotipi di genere — osserva — continuano a influenzare in modo importante le aspettative, la percezione delle proprie capacità e le scelte formative e professionali delle ragazze, spesso già prima dell’ingresso all’università». Per Colella è dunque fondamentale intervenire precocemente, valorizzando modelli di ruolo femminili e promuovendo ambienti educativi e lavorativi inclusivi.