sabato, Ottobre 17, 2026
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Livorno, Onorato alla Commissione: bomba o bettolina le cause esterne del Moby Prince

L’armatore Vincenzo Onorato, sentito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta, ha sostenuto che alla base della collisione avvenuta la sera del 10 aprile 1991 tra la Moby Prince, in uscita dal porto di Livorno, e la petroliera Agip Abruzzo in rada ci furono “cause esterne” e non “nebbia, nè errore umano come fu detto fin dalla mattina dopo”.

Onorato ha spiegato che tali cause avrebbero costretto il comandante Ugo Chessa a eseguire una manovra d’emergenza e ha avanzato ipotesi tra cui “una bomba fatta esplodere a prua” o “una bettolina a fanali spenti” che si sarebbe parata davanti alla Moby. Ha escluso la versione resa pubblica poche ore dopo l’incidente e rimasta in piedi per decenni, secondo la quale la collisione sarebbe stata causata da errore umano e nebbia.

Il testimone ha ricordato che, la mattina seguente, il comandante del porto di Livorno Albanese e il ministro della Marina Mercantile Calogero Vizzini, dopo un colloquio a porte chiuse, “uscirono e dettarono la sentenza: errore umano e nebbia. E siamo andati avanti con questo dogma”. Secondo Onorato, a quel punto “seguì disinformazione mediatica” e “tutta la storia processuale è stata indirizzata e inquinata dal fatto che dissero ‘nebbia e errore umano'”.

L’armatore ha aggiunto che lui e la sua compagnia finirono sul banco degli imputati e ha ricordato la propria età all’epoca: “Avevo 31 anni ed amministravo la compagnia con mio padre 82enne”. Ha precisato di aver sempre sostenuto la stessa tesi: “Da 35 anni ripeto le stesse cose: per me furono cause esterne, lo dissi subito.”

Onorato ha infine ricordato di aver navigato sulla Moby Prince e ha espresso un giudizio sul comandante: “Di tutti i comandanti, quello del Moby Prince Ugo Chessa nella mia vita non ho mai trovato uno come lui con una scrupolosità e una rigidità nel comando assolute”. La collisione contro la petroliera Agip Abruzzo causò 140 morti sulla Moby Prince, in particolare a causa dell’incendio che scaturì dopo.