sabato, Ottobre 17, 2026
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Roma, Susan Sarandon: il governo Usa è infettato dalla mascolinità tossica

Susan Sarandon è arrivata a Roma per ricevere ad Alice nella città — il festival parallelo della Festa del Cinema — il Womenlands Excellence Award 2026 e per presentare il dramma sociale con tocchi di realismo magico The Accompanist di Zach Woods. Vestita con un lungo abito rosso e con un sorriso, l’attrice ha spiegato ai giornalisti il proprio impegno sociale: “Non parlare di qualcosa, non mettere la luce dei riflettori su notizie che secondo me è importante condividere, lo trovo più dannoso delle eventuali conseguenze. Non farmi avanti non mi farebbe sentire autentica e per me l’autenticità e la gentilezza sono la cosa più importante”.

Già vincitrice dell’Oscar nel 1996 per Dead Man Walking, Sarandon — che ha ricordato di aver appena compiuto 80 anni e ha scherzato: “dovreste dirmi che non li dimostro” — è tra le voci più critiche contro gli attacchi di Israele ai palestinesi. Questo attivismo, ha detto, l’ha portata a essere ostracizzata da Hollywood ed è culminato in un arresto avvenuto due settimane fa per la sua partecipazione a una manifestazione per Gaza davanti all’Onu. dell’episodio ha parlato anche durante un breve incontro con Elly Schlein prima della proiezione, raccontando che “i poliziotti erano così giovani che non sapevano neanche mettere le manette”.

All’incontro erano presenti anche una delegazione della comunità palestinese in Italia e l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha parlato alla platea degli studenti in piazza e ha ringraziato l’attrice “per non aver mai avuto paura di esporsi”. Sarandon ha spiegato di aver sempre cercato di usare la propria posizione “per parlare di fatti legati a persone che non avevano voce” e ha richiamato l’attenzione sulla situazione umanitaria: “Non è importante quello che è successo a me, ma il fatto che, nonostante il cessate il fuoco, migliaia di persone continuino a essere uccise a Gaza. In Libano si contano 2.000 morti. Anche i bambini vengono uccisi. Vengono sepolti vivi e lasciati morire”.

L’attrice ha invitato a non permettere che tutto questo diventi normalità e ha auspicato che il documentario Naza — “premiato a Venezia sulla programmazione sistematica da parte di Israele degli attacchi a Gaza” — venga visto dal maggior numero possibile di persone e affrontato apertamente dai giovani.

Tra i temi toccati durante l’incontro anche la pena di morte, in relazione all’annuncio del Segretario alla Difesa Hegseth di voler trasmettere in streaming un’esecuzione. Sarandon ha criticato la proposta, osservando che il fatto stesso che Hegseth l’abbia pensata “è il perfetto esempio della mancanza di moralità, di sensibilità del governo americano, di quanto sia infettato dalla maschilinità tossica”, aggiungendo che la sola cosa positiva è che l’annuncio abbia avviato un dibattito sulla pena capitale.

The Accompanist, in arrivo dal primo dicembre su Sky e in vendita sulle piattaforme Apple, Infinity Prime, Google Play e Chili, segue il percorso di Emily (Everly Carganilla), una bambina piena di fantasia che vive con il nonno, sempre più assente e confuso. Dopo un difficile incontro con un’assistente sociale (Aubrey Plaza), Emily viene affidata a Sylvia (Sarandon), donna accogliente ed empatica ma segnata dal lutto per la figlia, una talentuosa ballerina morta di anoressia.

Per Sarandon si tratta del ritorno dopo qualche tempo a un ruolo da protagonista. “Non ne ho sentito la mancanza — ha detto — sono sempre stata la protagonista della mia vita. Amo Zach e questo è un personaggio che non avevo mai fatto prima. Anch’io sono un po’ una strega, i miei contorni si mescolano, il passato e presente e futuro li vivo allo stesso tempo… poi volevo raccontare una storia d’amore, quindi questo film era perfetto”.

Durante la masterclass l’attrice si è commossa affrontando i temi del film e della maternità: “Anch’io ho una figlia e non è mai facile il rapporto madre-figlia come non lo è quello tra padre e figlio. Affrontare questi temi mi ha anche ricordato i miei sensi di colpa come madre”. Ha inoltre sottolineato un legame personale con la storia rilevando che sia sua madre sia la madre di Aubrey Plaza “sono cresciute in affidamento”.