La presidente ultraconservatrice del Perù, Keiko Fujimori, ha presentato un progetto di legge per introdurre maggiore rigore e disciplina nelle scuole, con l’obiettivo di formare “una società ligia alle regole”. Secondo il capo dello Stato, “l’ordine non riguarda solo le strade. Deve tornare anche nelle nostre scuole, nelle nostre aule”.
Il testo proposto definisce regole di abbigliamento e comportamento: “Gli ometti devono presentarsi con i capelli corti, le ragazze con le gonne sotto le ginocchia ed è severamente vietato tingersi i capelli o truccarsi”, ha affermato Fujimori. Il progetto prevede inoltre il ripristino delle espulsioni e l’introduzione di sanzioni pecuniarie per le famiglie di alunni considerati discoli.
“So che può sembrare piuttosto severo, ma credetemi: sarà importante per tutta la vita. Tutti questi criteri serviranno a stabilire la dis-ci-pli-na”, ha aggiunto la presidente, scandendo ogni sillaba.
L’annuncio ha suscitato critiche da parte di esperti ed ex funzionari. Ana Andrade Pacora, ex vice ministra per la Gestione pedagogica, ha dichiarato: “Ritengo che queste misure siano del tutto sbagliate e che faranno regredire la nostra società di oltre tre decenni”. Secondo Andrade Pacora, “Tali provvedimenti equivalgono a una rinuncia palese, da parte del sistema scolastico, alla formazione integrale delle giovani generazioni e al loro sviluppo come cittadini. Non credo che funzioneranno”.
Il governo motiva le misure con la necessità di affrontare il problema della violenza nelle aule. Tra gennaio ed agosto di quest’anno il ministero dell’Istruzione peruviano ha segnalato 11.805 casi di violenza scolastica. Le nuove proposte sono comunque coerenti, secondo il governo, con il suo focus su ordine e sicurezza.


























































