Il governo sta valutando una serie di interventi possibili per la prossima manovra, con misure fiscali e sociali che vanno dal taglio dell’Irpef a sostegni per imprese e famiglie. Tra gli ingredienti al vaglio figurano anche estensioni della flat tax per gli autonomi, interventi per anziani e fragili, agevolazioni sui rinnovi contrattuali e misure per favorire i giovani. Se l’Ue autorizzerà appieno lo scostamento da 29 miliardi per il prossimo biennio, alla lista si aggiungerebbero provvedimenti per i settori di energia e difesa.
Il taglio dell’Irpef per il ceto medio è oggi in discussione ma incerto. In passato il governo ha ridotto il numero delle aliquote per i redditi più bassi e aveva ipotizzato di proseguire quest’anno riducendo l’aliquota dal 43 al 33% per la fascia tra i 50mila e i 60mila euro di reddito. La proposta è al momento in standby, al centro del confronto tra le forze di governo in cerca di risorse, e potrebbe essere accantonata. Il beneficio sarebbe di circa 1.000 euro l’anno con un costo stimato di circa 2,6 miliardi. Non sembrerebbe invece trovare spazio l’ipotesi di una detassazione anche parziale della tredicesima.
Tra le novità allo studio ci sono interventi per anziani e persone fragili. Si sta valutando la possibilità di anticipare almeno parzialmente le detrazioni Irpef per le spese sanitarie, attualmente recuperabili solo l’anno successivo con la dichiarazione; una soluzione ipotizzata è un bonus forfait differenziato in base al reddito dei beneficiari.
Sulla sfera del lavoro, nella manovra dovrebbe trovare posto il rinnovo della tassazione al 5% per gli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali non superiori ai 33mila euro. La misura potrebbe essere estesa anche agli aumenti salariali dei giovani lavoratori, con l’obiettivo di contenere la fuga verso l’estero.
Per i lavoratori autonomi è allo studio l’estensione della “tassa piatta” del 15% portando il tetto dei redditi agevolabili da 85mila a 100mila euro.
Sul fronte pensioni rimane sul tavolo il tema della rivalutazione per compensare l’impatto dell’inflazione. La Lega ha inoltre proposto la possibilità di andare in pensione a 64 anni ma con il solo metodo contributivo.
Il governo punta a rendere strutturale il taglio del bollo auto previsto su un solo veicolo a famiglia per il 2027; la misura riguarderebbe le auto di potenza fino a 80 kw e le moto.
Per sostenere le imprese che investono e per ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale si prevede un rafforzamento dell’iperammortamento. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha parlato di un rafforzamento, con l’ipotesi di estenderlo anche ai costi legati a software e cloud. Per le imprese si valutano inoltre semplificazioni e l’estensione delle Zes ora limitata al Sud.
Sul capitolo casa si ipotizza una proroga e forse un aumento al 65% del bonus per gli interventi di miglioramento dei consumi energetici degli immobili. Sul tavolo sarebbe anche una cedolare al 5% per i contratti di affitto a lungo termine.
Tra le richieste della maggioranza compare infine l’ipotesi di una riduzione del canone Rai, oggi fissato a 90 euro l’anno e suddiviso in rate nella bolletta della luce.


























































