sabato, Ottobre 17, 2026
Home Politica Cdm, via libera al Dpb, intese per autonomia e decreto su ex...

Cdm, via libera al Dpb, intese per autonomia e decreto su ex Ilva

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di Bilancio (Dpb), da inviare a Bruxelles entro il 15 ottobre, e ha dato il via libera a una serie di provvedimenti che comprendono il nuovo Codice della strada, il decreto per l’ex Ilva, il piano per i Campi Flegrei e le intese sull’autonomia differenziata con le Regioni.

Il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ha annunciato che “l’Autonomia compie un passo avanti decisivo”: in Cdm sono state sottoscritte “le intese definitive con le quattro Regioni che hanno avviato questo percorso”, e approvati gli schemi di intesa definitiva e i rispettivi disegni di legge per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Calderoli ha definito il passaggio “un passaggio istituzionale importante e soprattutto decisivo per la riforma, che ora è pronta per iniziare il suo percorso in Parlamento”. Sul ruolo politico della misura ha aggiunto: “Garantire ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia ai territori non è solo uno dei capisaldi del programma con cui il centrodestra ha vinto le elezioni, ma anche e soprattutto una storica battaglia della Lega che non è mai stata così vicina alla sua realizzazione”. Ha poi indicato che “resta un ultimo miglio da percorrere in Parlamento”.

Calderoli ha inoltre annunciato il via libera preliminare alla riforma dello Statuto del Friuli-Venezia Giulia, definendolo “un primo passo atteso da tempo” e collegandolo agli impegni presi con le Regioni a statuto speciale in occasione del Festival di Torino nel 2023 e al percorso già seguito per il Trentino-Alto Adige. “Anche stavolta è una sfida storica per assicurare ai territori tanta autonomia in più – ha detto – ad esempio con il ripristino degli spazi progressivamente erosi dal 2001 con la riforma del Titolo V e l’aggiornamento delle competenze, per permettere alla Regione di garantire servizi sempre più efficienti. Conosciamo la strada da fare e proprio l’esperienza del Trentino-Alto Adige dimostra che è fattibile, quindi non ci resta che percorrerla. Il mio impegno va esattamente in questa direzione.”

Il decreto legge sull’ex Ilva, illustrato in conferenza stampa dalla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, è articolato in tre capi ed è finalizzato a mantenere la funzionalità degli impianti di Taranto, favorire la reindustrializzazione delle aree ex Ilva, attrarre investimenti e sostenere la ricollocazione dei lavoratori coinvolti nella crisi. Per la cassa integrazione dell’indotto è prevista “una protezione importante” con una misura in deroga alla normativa ordinaria, valida dal 1° ottobre 2026 fino al 30 giugno 2027.

Tra le misure previste figura il mantenimento in riscaldo degli impianti dell’area a caldo fino alla pronuncia della Cassazione e l’erogazione dell’ultima tranche del prestito, pari a 40,5 milioni, in favore di Acciaierie d’Italia in AS, sulla base della decisione della Commissione europea di febbraio. La disposizione riguarderà specificamente le batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e i cowper degli altoforni 1, 2 e 4.

Il decreto prevede la reindustrializzazione di circa 100 ettari di aree ex Ilva e delle aree del demanio marittimo e militare attigue allo stabilimento di Taranto. Al Mimit viene attribuito il compito di raccogliere e coordinare le manifestazioni di interesse relative a investimenti superiori a 10 milioni di euro localizzati in queste aree. Il ministero elaborerà un Piano degli investimenti da sottoporre al Cdm ai fini della dichiarazione di interesse strategico e della nomina del commissario, che coordinerà le attività con gli interventi previsti dal Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto.

È prevista la possibilità, nell’ambito della procedura di cessione del compendio aziendale, che l’organo commissariale ceda separatamente o dia in gestione a soggetti interessati le aree da reindustrializzare, purché le iniziative siano ricomprese nel Piano degli investimenti. I progetti inclusi nel Piano avranno una “corsia preferenziale” per i contratti di sviluppo, anche in deroga all’ordine cronologico di esame delle domande. Le imprese beneficiarie che prevedono incremento occupazionale dovranno impegnarsi ad assumere prioritariamente lavoratori ex Ilva e dell’indotto.

Viene istituito il distretto industriale “Brindisi-Taranto” per accelerare lo sviluppo di tecnologie a zero emissioni nette e favorire la decarbonizzazione; sono previste procedure semplificate anche in materia ambientale per l’insediamento di nuove attività produttive. È previsto un esonero contributivo totale per i datori di lavoro che, dal 1° novembre 2026 al 31 dicembre 2027, assumono a tempo indeterminato lavoratori dipendenti di Acciaierie d’Italia e Ilva in AS. Il provvedimento destina inoltre un milione di euro all’anno al Tecnopolo di Taranto per potenziare ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico, anche attraverso il rafforzamento dell’organico di ricercatori industriali e tecnici specializzati.

Per il personale del gruppo Adi in amministrazione straordinaria è prevista “un’integrazione all’indennità di cassa integrazione guadagni già percepita, un’integrazione del 70%”: secondo Calderone, questo sostegno sarà fruibile fino al 30 giugno 2027 e si sommerà alla cassa integrazione guadagni straordinaria. Sono previste condizionalità e la possibilità che i lavoratori che beneficiano degli strumenti vengano adibiti a lavori di pubblica utilità.

Il piano per i Campi Flegrei è stato presentato dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che ha sottolineato come “l’area dei Campi Flegrei non è assimilabile a un’area soggetta al classico evento di terremoto. C’è una popolazione numerosissima, la zona di intervento comprende 85 mila abitanti e 15 mila edifici, che vive sopra un sistema vulcanico attivo, con una crisi bradisismica ripetitiva. Io amo parlare di convivenza consapevole con il rischio. Il piano straordinario votato stasera assume questa regola è principio ispiratore.” Musumeci ha precisato che “lo Stato non promette una possibile eliminazione del rischio ma si assume il dovere di ridurre l’esposizione e la vulnerabilità, preparare la popolazione e ricostruire quello che il sisma ha distrutto e consentire, a chi lo chiede, l’adeguamento del proprio edificio alle norme antisismiche.”

Nel piano si prevede la delocalizzazione volontaria e incentivata, almeno per gli immobili più vulnerabili o nelle aree più a rischio, e l’istituzione di “un fondo pluriennale dedicato di un miliardo, spalmato in 10 anni”. È previsto un monitoraggio parlamentare annuale sullo stato degli interventi.

Sul fronte del Codice della strada, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha spiegato che non ci sarà più l’obbligo di portare con sé i documenti cartacei di guida e di circolazione, che potranno essere verificati telematicamente dagli organi di polizia. Cambia anche il termine per la notifica dei verbali: i Comuni avranno 45 giorni anziché 90 per notificare il verbale quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata. I motociclisti potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti; per i cicli a propulsione, come le bici utilizzate dai rider, scatterà l’obbligo di casco e contrassegno; per i monopattini elettrici sarà introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Infine, il limite anagrafico per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di verifica biennale.