In occasione del World Thrombosis Day, l’ospedale di Verona ha portato la prevenzione tra i passeggeri in partenza all’aeroporto Catullo, dove è tornato l’info point dedicato alla cosiddetta “trombosi del viaggiatore”. Lo sportello è curato dai medici dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna B dell’ospedale di Borgo Roma.
L’iniziativa ha l’obiettivo di informare i cittadini sui rischi legati all’immobilità prolungata durante i viaggi in aereo: per i voli che superano le quattro ore di durata, le statistiche mediche indicano che il rischio di sviluppare una trombosi venosa aumenta di due o tre volte. Stare seduti a lungo in spazi ristretti rallenta il flusso del sangue nelle vene delle gambe; il problema colpisce in percentuale leggermente maggiore le donne e il rischio cresce progressivamente dopo i 40 anni di età.
Per prevenire il tromboembolismo venoso i medici veronesi consigliano alcuni accorgimenti pratici: camminare nelle aree d’imbarco prima del volo, flettere ed estendere caviglie e ginocchia a intervalli regolari una volta a bordo ed evitare di mantenere le gambe piegate a novanta gradi per troppo tempo. Altre buone pratiche segnalate sono l’uso di abiti comodi, una costante idratazione con acqua e l’astensione da alcolici o sonniferi. L’eventuale uso di calze a compressione graduata va invece valutato con il proprio medico curante.
Il presidio informativo, nato lo scorso anno dalla collaborazione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (Aoui) e il Gruppo Save, si è esteso in questo 2026 anche all’aeroporto “Marco Polo” di Venezia. Al Catullo l’équipe diretta dalla professoressa Simonetta Friso ha distribuito materiale tradotto in sette lingue e risposto ai dubbi dei viaggiatori, supportata da video informativi trasmessi sui monitor del terminal.
«L’aeroporto è un’infrastruttura al servizio del territorio e delle persone», ha dichiarato Alessandra Bonetti, amministratore delegato del Catullo, sottolineando l’importanza di trasformare gli spazi di transito in luoghi di sensibilizzazione. La professoressa Friso ha ricordato come l’attività di divulgazione sia complementare al lavoro in corsia: «Offriamo la competenza di un team di professionisti con elevati livelli di esperienza nella diagnosi e cura di pazienti affetti da malattie trombotiche e della coagulazione. La prevenzione rappresenta un ambito molto significativo della nostra attività».
Durante la giornata è arrivato anche un avvertimento sul fronte farmacologico dal professor Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione e Trombosi dell’ospedale veronese: «Sconsigliamo fortemente il ricorso a farmaci anticoagulanti o antiaggreganti e soprattutto la loro autosomministrazione senza consulenza medica». Secondo Martinelli queste molecole hanno evidenze limitate per la prevenzione specifica in viaggio e possono esporre i passeggeri a effetti collaterali. «I farmaci anticoagulanti vengono prescritti molto raramente e solo per alcuni viaggiatori a rischio trombotico particolarmente elevato», ha precisato il medico, ribadendo che le semplici pratiche di movimento restano il metodo più ragionevole ed efficace per ridurre i rischi.






























































