Entra nelle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte il dipinto di Jean-Baptiste-Camille Corot La baia di Napoli con Castel dell’Ovo, datato 1828. L’opera, acquistata la scorsa estate dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Archeologia belle arti e paesaggio (grazie alla segnalazione dell’Ufficio Esportazione di Firenze) per 600 mila euro, è esposta dall’8 ottobre nella sala 78 al secondo piano della Reggia.
Presentando il dipinto, il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Eike Schmidt ha dichiarato: “Ringraziamo il ministro della Cultura Alessandro Giuli e tutti i funzionari e gli storici dell’arte che si sono adoperati perché un quadro identitario restasse in Italia e fosse acquistato per Capodimonte”. Schmidt ha sottolineato l’importanza dell’acquisizione, perché Corot, precursore della Scuola di Posillipo, “non era ancora presente nella nostra collezione dell’800” e la sua visione romantica “testimonia ancora una volta la dimensione europea dell’arte a Napoli”. All’evento Bienvenue, Corot ha partecipato anche Sonia Amadio, responsabile acquisizioni del MiC.
Corot intraprende il suo fondamentale viaggio di formazione in Italia nel 1825; arriva a Napoli nella primavera del 1828 e vi resta per circa due mesi. Secondo la cronologia riportata, farà ritorno a Napoli nel 1834 e nel 1843, ma è proprio il primo soggiorno italiano a orientare il suo modo di lavorare.
Nel dipinto il paesaggio è reso alle prime luci del mattino: il Vesuvio è nascosto a sinistra dagli edifici del litorale, la baia è in controluce e il sole nascente proietta sul mare le lunghe ombre del castello, del boschetto e del Real Casino di Pesca del Chiatamone, voluto da Michele Imperiali Principe di Francavilla. La visuale, presumibilmente dall’ingresso della Villa Reale, permette di distinguere il Palazzo d’Aquino di Caramanico, la cupola della chiesa delle Crocelle e il Gran Quartiere di Pizzofalcone; dietro al Castel dell’Ovo si intravedono le cime dei monti.
L’opera appartiene al gruppo di lavori realizzati da Corot a Napoli, particolarmente significativi nella sua produzione e molto apprezzati da collezionisti e mercanti d’arte. Secondo quanto riportato, questi soggetti avrebbero verosimilmente attirato offerte all’asta negli Stati Uniti, dove l’opera sarebbe potuta valere il triplo dell’investimento sostenuto dal MiC.
In chiusura della presentazione è stata anche anticipata la mostra Napoli tra i Borbone e la Belle Époque. Arte e Impresa, nascita di una capitale moderna, che si aprirà il 12 novembre. L’iniziativa è organizzata dal comitato governativo Neapolis 2500 con Fondazione Mezzogiorno insieme con Museo e Real Bosco di Capodimonte, in collaborazione con Unione Industriali di Napoli; main partner dell’evento è Intesa Sanpaolo.


























































