Un dipendente saudita di OpenAI è stato arrestato dopo che un’indagine ha rivelato che aveva nascosto in segreto un dispositivo di registrazione in uno degli uffici dell’azienda a San Francisco. Lo ha riferito il Dipartimento della Giustizia Usa, in merito all’arresto eseguito dall’Fbi e comunicato oggi dal colosso dell’intelligenza artificiale.
Il team di sicurezza di OpenAI ha rinvenuto il dispositivo alla fine del mese scorso e il dipendente è stato arrestato il 9 ottobre, ha riferito il Dipartimento.
“Abbiamo utilizzato i nostri modelli per analizzare il dispositivo e risalire alla sua provenienza, identificando un dipendente che lo aveva piazzato pochi giorni prima”, ha spiegato OpenAI in merito alla vicenda. “Abbiamo segnalato l’accaduto all’Fbi e siamo grati agli agenti e ai procuratori che hanno agito tempestivamente per effettuare l’arresto.
L’indagine dell’Fbi è in corso e continueremo a sostenere il loro lavoro”. Al momento, inoltre, “non abbiamo riscontri che indichino un accesso improprio o l’esfiltrazione di pesi dei modelli, codice sorgente o dati dei clienti da parte di questo individuo. Il rapporto di lavoro con il dipendente è stato interrotto”, precisa la nota.
“Consideriamo la protezione della nostra tecnologia, dei dati e delle persone una questione di estrema importanza, anche a livello nazionale. Il nostro programma di sicurezza è concepito per difenderci da un’ampia gamma di minacce – che spaziano dai rischi interni ai criminali informatici, fino agli attori statali – e questo caso dimostra come l’intelligenza artificiale possa contribuire ad affrontare tali sofisticate minacce alla sicurezza”, conclude la nota del colosso californiano dell’intelligenza artificiale.


























































