SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è concluso il processo a carico di Francesco Panaro, figlio di Nicola e nipote di Sebastiano Panaro, insieme a Mario Iavarazzo, Mirko Ponticelli, Giuliano Martino e Raffaele Maiello. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di estorsione ai danni di un imprenditore edile, di associazione a delinquere di stampo mafioso e di detenzione illecita di armi con aggravante mafiosa.
La terza sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Giuseppe Meccariello, ha condannato Francesco Panaro a 7 anni e 4 mesi per associazione mafiosa, riqualificando la sua posizione da capo promotore a partecipe. La Dda aveva chiesto per lui la pena di 18 anni.
Panaro è stato assolto dall’accusa di estorsione aggravata e di detenzione illecita di armi. Assolti anche Giuliano Martino, Mirko Ponticelli, Raffaele Maiello e Mario Iavarazzo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori coordinati dal sostituto procuratore della Dda di Napoli, Vincenzo Toscano, gli imputati avrebbero costretto un imprenditore a pagare 50mila euro per evitare ritorsioni.





























































