sabato, Ottobre 17, 2026
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Caserta, sottopasso ferroviario di via Ferrarecce nel degrado: arriva il TG3 Campania

Caserta — Secondo l’editoriale, i problemi che interessano la città vengono spesso affrontati solo dopo che acquistano risonanza mediatica, quando sindaci, assessori e dirigenti si trovano a dover tutelare l’immagine dell’amministrazione. Di fronte all’assenza di risposte dalle segnalazioni formali, i comitati cittadini e i gruppi di residenti ricorrono al TGR per ottenere maggiore visibilità sulla vicenda.

È questo il contesto in cui si inserisce la situazione del sottopasso ferroviario di via Ferrarecce, già segnalato più volte come fortemente degradato e oggi descritto come un vero e proprio “Antro dell’Orco”. L’intero corridoio è stato abbandonato: la rimozione dei tubi a neon ha lasciato il sottopasso nel buio più totale, mentre copiose infiltrazioni d’acqua piovana trasformano il camminamento in una pericolosa pozzanghera scivolosa. A completare il quadro, si aggiungono sporcizia accumulata ed episodi di aggressione verificatisi nel cunicolo.

Il sottopasso serve un’area densamente popolata, il Rione Acquaviva con i suoi 20mila residenti, e permette a chi proviene da San Nicola la Strada di evitare le lunghe attese al passaggio a livello, frequenti a causa dell’intenso traffico ferroviario. Per queste ragioni il degrado ha suscitato il malcontento di chi lo utilizza quotidianamente.

Dopo l’avvio di una raccolta di firme per chiedere il ripristino della struttura, stamattina una troupe del TG3 Campania, accompagnata da un gruppo di cittadini, è scesa nel sottopasso per riprese e interviste che saranno trasmesse in una delle prossime edizioni del telegiornale regionale. Si auspica che l’attenzione mediatica porti a un intervento più efficace delle numerose segnalazioni inviate agli uffici comunali.

L’editoriale segnala inoltre che la commissione comunale potrebbe cogliere l’occasione per esaminare il fascicolo dei lavori eseguiti sul sottopasso: si tratta di interventi che, secondo la ricostruzione, risultano di breve durata e richiedono continui rifacimenti, definiti quasi come “un’opera di San Pietro”.

Nelle stesse valutazioni conclusive, si ricorda infine la vicinanza del santuario della santa patrona della città, lasciando aperta l’ultima considerazione ironica sulla speranza di un intervento risolutivo.