Meghan Markle e il principe Harry sono stati fotografati mano nella mano a Great Tew, nell’Oxfordshire: lo scatto del 1° ottobre, pubblicato in copertina dal settimanale Gente, ritrae i duchi di Sussex nel cuore delle Cotswolds.
L’immagine mostra una quotidianità lontana dai riflettori di corte, mentre la coppia si trova nuovamente in Inghilterra insieme ai figli Archie, 7 anni, e Lilibet, 5. Dopo aver lasciato la vita ufficiale della famiglia reale e aver costruito la propria esistenza negli Stati Uniti, la 42enne e il 45enne sono tornati in Gran Bretagna cercando di non stravolgere totalmente la loro quotidianità.
Per la passeggiata Meghan ha scelto un look sportivo, con maglia e pantaloni neri e sneakers bianche, occhialoni scuri a coprire lo sguardo. Harry indossava jeans, un piumino leggero e un cappellino da baseball.
Harry è tornato anche a parlare della sua salute mentale in una masterclass online dedicata all’elaborazione del lutto, realizzata insieme alla neuroscienziata Mary‑Frances O’Connor, evento di cui dà notizia la Bbc. Nell’incontro ha ricordato il crollo emotivo vissuto dopo il trasferimento in Canada, quando lui e Meghan avevano deciso di allontanarsi dagli incarichi reali. «Nel giro di due o tre giorni ho avuto un crollo di adrenalina, qualcosa che non avevo mai provato prima. Era come se avessi bisogno di stress per avere l’adrenalina necessaria a far funzionare il cervello. Ero diventato inutile in casa. Sono caduto in depressione per circa due settimane e sentivo di non riuscire a funzionare senza adrenalina», ha confessato.
Il principe ha parlato anche della perdita più profonda, la morte della madre, Lady Diana, nel 1997, quando lui aveva 12 anni. Ha raccontato di aver cercato di sfuggire ai sentimenti andando in guerra in giovane età: «Quando avevo vent’anni, sono andato in guerra due volte pensando di poter sfuggire ai miei sentimenti. Ma non è andata così», ha detto, spiegando di essersi sentito in colpa per il modo in cui aveva vissuto il lutto e di non essere più riuscito a piangere per quasi vent’anni dopo il funerale della madre.
Decisivo è stato il percorso terapeutico: tra gli strumenti suggeriti dal suo terapeuta Harry ha citato l’uso del profumo di Diana, impiegato per riattivare ricordi e sensazioni rimasti a lungo inaccessibili. Oggi, ha concluso, sembra aver raggiunto una diversa consapevolezza: «Lei voleva che fossi felice».


























































