I delitti denunciati in Italia calano per la prima volta dopo quattro anni di crescita: nel 2025 sono stati circa 2,36 milioni, l’1,8% in meno rispetto al 2024, pari a 42.242 reati in meno. I dati emergono dall’Indice della criminalità del Sole 24 Ore, basato sulle statistiche consolidate della banca dati interforze del dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno, che confronta 106 territori provinciali sulla base dei delitti denunciati ogni 100 mila abitanti.
A determinare la flessione nazionale sono soprattutto i furti, che scendono a 992.660 casi, quasi 62 mila in meno rispetto al 2024 (−5,9%) e tornano sotto il milione per la prima volta dal 2022; i furti rappresentano il 42,1% dei delitti denunciati. In particolare diminuiscono i furti su auto in sosta (−16,2%), i furti in abitazione (−8,7%) e quelli con destrezza (−6%). In calo anche le rapine (−3,6%), comprese quelle in pubblica via (−7,7%).
In controtendenza aumentano le truffe e le frodi informatiche, che raggiungono 298.651 casi (+4,4% rispetto al 2024 e +40,8% rispetto al 2019). Crescono inoltre i danneggiamenti (288.938, +3,9%), le percosse (+3,4%) e le estorsioni (+1,4%). Le denunce per violenze sessuali diminuiscono del 2,8% dopo anni di progressiva emersione del fenomeno. Gli omicidi volontari calano da 326 a 289 (−11,3%), il livello più basso nella serie storica dal 1950 e pari al dato del 2020; i tentati omicidi scendono del 13,1%, a 993.
Sul piano territoriale, le prime dieci posizioni per denunce ogni 100 mila abitanti sono occupate, in ordine, dalle province di Milano, Firenze, Roma, Bologna, Torino, Rimini, Genova, Prato, Venezia e Livorno. Sette di questi primi dieci territori sono città metropolitane; nelle 14 città metropolitane si concentra complessivamente il 47,4% dei delitti denunciati in Italia. Milano supera le 7.000 denunce ogni 100 mila residenti e registra un aumento dello 0,6% rispetto al 2024. Firenze, seconda con 6.374 denunce ogni 100 mila abitanti, segna una diminuzione del 2,9%. Le denunce scendono anche a Roma (−5,3%), Bologna (−0,3%) e Torino (−4,3%).
All’estremo opposto della graduatoria si trova Oristano, con 1.707 denunce ogni 100 mila abitanti, seguita da Potenza (1.968), Enna (2.165) e Benevento (2.177). Tra le variazioni annuali, Aosta registra l’incremento più marcato (+15,1%), con un tasso di 3.306 denunce ogni 100 mila abitanti; le flessioni più accentuate riguardano Ragusa (−11,3%) e Rimini (−10,7%), quest’ultima negli ultimi anni spesso presente nelle prime posizioni.
La flessione dei reati nel 2025 tocca gran parte del Mezzogiorno: il segno meno si riscontra in otto province siciliane su nove, con cali particolarmente marcati a Ragusa (−11,3%), Catania (−10,5%) e Palermo (−9,2%). L’Isola registra volumi ovunque sotto i livelli del 2019. Illeciti in discesa anche in province campane come Caserta (−4,8%) e Napoli (−1,6%), in quattro delle sei province pugliesi e in quattro delle cinque calabresi; fanno eccezione Brindisi (+0,4%) e Cosenza (+2,3%).
Le segnalazioni relative a minorenni denunciati o arrestati salgono a 39.600 nel 2025, contro le 38.247 del 2024, risultando il 34% in più rispetto al 2019 e rappresentando il 4,7% del totale delle segnalazioni relative a persone. Per le rapine in pubblica via, la quota di minorenni raggiunge il 25,8%. Sondrio registra l’incidenza più elevata di segnalazioni relative a minorenni sul totale provinciale (9,7%), seguita da Modena (8,3%).
Le segnalazioni relative a cittadini stranieri denunciati o arrestati ammontano a 292.820, pari al 35,1% del totale (34,7% nel 2024). Milano, Roma, Torino e Bologna raccolgono insieme il 25% delle segnalazioni relative a stranieri; a Prato la quota sul totale provinciale raggiunge circa il 60%.
Nel complesso, il totale degli illeciti denunciati nel 2025 resta comunque superiore del 2,4% rispetto al 2019. I dati provvisori del primo semestre 2026 indicano un’ulteriore flessione del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.


























































