sabato, Ottobre 17, 2026
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Ragione e Sentimento, Georgia Oakley rilancia il classico in chiave femminista

A cosa serve un classico se non a mostrare come, nonostante il tempo, permangano valori umani riconoscibili e necessari? È con questa premessa che arriva nelle sale dal 22 ottobre, distribuito da Universal, la nuova trasposizione di Ragione e Sentimento diretta da Georgia Oakley, tratta dal romanzo omonimo di Jane Austen.

La regista ha affidato il ruolo della razionale Elinor Dashwood a Daisy Edgar-Jones, mentre Esmé Creed-Miles interpreta la sorella più emotiva, Marianne. La pellicola arriva a tre decenni di distanza dalla versione di culto di Ang Lee con Emma Thompson, e il confronto con il film del 1995 è inevitabile.

Oakley, in un’intervista al New Yorker, ha raccontato di come il film sia stato pensato anche in rapporto alla cosiddetta Generazione Z: “Da parte mia saprei a malapena definire la Generazione Z, so solo che il team di marketing continua a usare la parola ‘yearning’ (struggimento/desiderio struggente) come una cosa tipica della Generazione Z: sono tutti ossessionati dallo struggimento. E Daisy sembra esserne la regina”. Ha poi spiegato la sua lettura della vicenda: “Questo è il romanzo di Austen che preferisco. Per me, la storia d’amore centrale è quella tra le sorelle, anche perché le relazioni romantiche sono soggette a limiti piuttosto evidenti dovuti all’epoca, mentre il legame tra sorelle non ha confini. Io sono un’Elinor e mia moglie è una Marianne – ha continuato Oakley -.”

Sulla possibile lettura queer del film, la regista ha precisato: “Non direi di vederlo esplicitamente come una storia d’amore queer, ma ci sono aspetti — in particolare nel personaggio di Marianne — che mostrano qualcuno intento a rifiutare lo status quo. Se dovessimo raccontare quella storia oggi, probabilmente lei sarebbe un personaggio queer”.

Ambientato nell’Inghilterra di fine Settecento, il film racconta la vicenda delle sorelle Elinor e Marianne Dashwood che, rimaste con poche risorse, affrontano amore e delusioni in maniera opposta, e cercano un equilibrio tra ragione e sentimento. Le prime recensioni sono nel complesso abbastanza positive, pur rilevando differenze rispetto alla versione di Ang Lee.

Variety definisce il film solido e suggestivo, ma più smorzato nei colori e nelle emozioni e con meno umorismo tipicamente austeniano. The Guardian lo giudica più austero, riflessivo e meno euforico del precedente, mentre The Times lo ritiene più piatto e troppo discontinuo.

Non tutti però mettono in luce una lettura queer dell’opera. Per molti questa versione di Ragione e Sentimento può essere interpretata come un inno alla cultura femminile, alla sua elasticità e forza di fronte a un mondo maschile più prevedibile e inamovibile. Le intenzioni della regista emergono anche nella tag-line promozionale riportata su poster e schede del film: “Being agreeable never did a woman any good” (“Essere accomodante/compiacente non ha mai giovato a una donna”). La frase, non attribuibile a Jane Austen, ha suscitato discussioni perché alcuni lettori della scrittrice ritengono che le conferisca una sfumatura moderna non corrispondente al percorso delle protagoniste.