sabato, Ottobre 17, 2026
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Pristina: Crosetto propone radar nei Balcani per difendere anche l’Italia

Mettere in sicurezza i Balcani pensando di installare radar che ci consentano di difendere non solo i nostri vicini di casa ma anche il nostro Paese dalle minacce di guerra ibrida. Con questa immagine il ministro della Difesa Guido Crosetto ha sintetizzato a Pristina le priorità italiane nel giorno in cui l’Italia ritorna al comando della missione Nato KFOR, dopo l’ultimo anno guidato dalla Turchia.

All’esterno del quartier generale della missione, Crosetto ha salutato il generale di divisione Roberto Vergori, nuovo comandante della Kosovo Force, trattenendosi pochi minuti con i giornalisti prima di rientrare in Italia. Ha sottolineato il valore del contributo italiano all’operazione internazionale, a cui partecipano attualmente 31 Paesi con circa 4.600 militari.

L’Italia schiera in Kosovo il contingente più consistente: 900 soldati, davanti agli Stati Uniti che ne hanno 500. Pur riconoscendo un miglioramento della situazione, l’Alleanza aveva annunciato in giugno una riduzione del numero delle truppe dell’operazione internazionale.

“Il nostro impegno proseguirà” anche quando KFOR sarà meno numerosa, ha detto Crosetto, spiegando che per l’Italia i Balcani rappresentano “un punto di riferimento per la nostra sicurezza” e che la priorità è garantire la sicurezza entro i confini di casa. Il ministro ha inoltre richiamato il rischio di possibili influenze russe o iraniane in Kosovo come motivo per rafforzare la sorveglianza e la protezione dell’area.

Crosetto ha definito il quadro di sicurezza “stabile ma fragile”, richiamando le recenti tensioni nella capitale kosovara. La settimana scorsa centinaia di manifestanti sono stati dispersi a Pristina davanti al Parlamento con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua: le proteste erano scoppiate contro lo stop a una legge che avrebbe dovuto limitare i poteri del tribunale sui crimini di guerra, norma adottata in seguito alla sentenza di condanna dell’ex presidente del Kosovo Hashim Thaçi emessa dalle Camere specializzate per il Kosovo (KSC) all’Aja.

Crosetto ha anche ricordato la rivolta di maggio 2023, quando una quarantina di militari della KFOR, fra cui 14 italiani, rimasero feriti a Zvečan durante scontri con una folla di serbi che protestava per l’insediamento del sindaco locale Ilir Peci, di etnia albanese.

La missione KFOR, partita nel 1999 su mandato dell’ONU e giunta al suo 27esimo anno, è stata rimodulata più volte. Dopo le violenze del 2023 aveva ricevuto il suo maggior rinforzo in oltre un decennio con il dispiegamento di quasi mille soldati aggiuntivi; ora, ha spiegato Crosetto, la riorganizzazione dovrebbe procedere in senso opposto. “La riorganizzazione — precisa — sarà graduale e comunque reversibile. Ogni passaggio dipenderà dalle condizioni di sicurezza, mantenendo la possibilità di rafforzare il dispositivo se necessario e preservando l’efficacia di KFOR a sostegno della stabilità dei Balcani e dell’Europa”.

Il generale Roberto Vergori, 55 anni, quindicesimo comandante italiano della Kosovo Force, ha rivolto il primo pensiero ai soldati durante la cerimonia di cambio di comando: “Siamo tutti incredibilmente orgogliosi di voi. Orgogliosi del vostro coraggio e della vostra dedizione”.