sabato, Ottobre 17, 2026
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Regno Unito: i libri di Sally Rooney banditi per il suo sostegno a Palestine Action

I libri della scrittrice irlandese Sally Rooney non possono più essere venduti legalmente nel Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action, il gruppo che lo scorso anno il governo britannico ha inserito tra le organizzazioni terroristiche. La notizia è stata resa nota dall’autrice e dal suo editore Faber.

In un comunicato Faber ha spiegato che “l’attuale legislazione britannica ha creato una situazione in cui Faber non può versare a Sally Rooney i proventi generati dal suo lavoro nel Regno Unito. Di conseguenza, in pieno accordo con Sally, abbiamo deciso di non distribuire più le sue opere nel Regno Unito, in qualsiasi formato”.

Nell’agosto 2025, in un intervento sull’Irish Times, Rooney aveva annunciato che avrebbe usato i proventi delle sue opere e la sua piattaforma pubblica per “continuare a sostenere Palestine Action”, nonostante il gruppo fosse stato dichiarato fuorilegge dal governo laburista quando era premier Keir Starmer.

Oltre ai proventi delle vendite dei libri, la scrittrice percepisce anche diritti dalla BBC, che ha coprodotto e trasmesso le serie tv Normal People (2020) e Conversations with Friends (2022), tratte dai suoi romanzi.

Dal momento del divieto, qualsiasi forma di sostegno a Palestine Action è vietata, compreso esporre cartelli o indossare magliette con la scritta del gruppo. Secondo l’associazione Defend Our Juries, oltre 3.700 persone sono state fermate dalla polizia durante le manifestazioni a favore dell’organizzazione.

La cofondatrice di Palestine Action, Huda Ammori, ha avviato un ricorso legale contro il governo per chiedere l’annullamento del divieto. A febbraio l’Alta Corte di Londra le aveva dato ragione, giudicando il bando un’ingerenza illegittima nel diritto di protesta, ma la misura era rimasta in vigore in attesa dell’appello. A giugno la Corte d’appello ha ribaltato la sentenza, ritenendo legittima la decisione dell’esecutivo. A fine luglio la Corte suprema britannica ha concesso ad Ammori il permesso di ricorrere davanti al tribunale di ultima istanza: l’udienza è fissata per l’inizio del mese prossimo.