sabato, Ottobre 17, 2026
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Governo diviso sull’Ucraina: Meloni sostiene Kiev, Lega e Vannacci contrari

La premier Giorgia Meloni ribadisce il sostegno all’Ucraina e si oppone all’accordo Usa sul diesel russo, mentre il vice Matteo Salvini chiede di fermare gli aiuti economici diretti e di riprendere gli acquisti di gas e petrolio dalla Russia. Salvini non ha assistito alle comunicazioni di Meloni in Parlamento: ha scelto invece di volare a Bruxelles per partecipare al vertice dei Patrioti e ha convocato la stampa per prendere le distanze dal presidente del Consiglio.

“Abbiamo già dato tanto all’Ucraina sperando che sia finito tutto per la difesa del popolo ucraino e non in corruzione. Non potremo andare avanti all’infinito a mandare miliardi in regalo all’Ucraina. E’ il momento della diplomazia”, ha detto il leader della Lega, sottolineando anche la necessità, a guerra finita, di “tornare a comprare gas e petrolio dove costa di meno”. Secondo il partito, alcuni Paesi Ue come Francia, Spagna e Belgio avrebbero già adottato questa linea.

Sul versante opposto, Roberto Vannacci e i suoi sostenitori si dichiarano pienamente allineati con Salvini. “Trump fa gli interessi Usa, mentre l’Ue è masochista. L’Unione europea continua in maniera testarda a rifiutare qualsiasi provvedimento che coinvolga la Federazione russa, pagando l’energia più cara”, afferma il generale citato dalla delegazione. I vannacciani hanno organizzato un flash mob davanti a Montecitorio dopo le parole di Meloni; Edoardo Ziello e Laura Ravetto hanno dichiarato: “Siamo molto colpiti in negativo. Meloni va nella direzione opposta alla nostra e sarà un problema per noi”.

A Bruxelles, al vertice dei sovranisti, è stata evidenziata la “sintonia” tra Salvini e Marine Le Pen nel chiedere la fine della guerra in Ucraina “nell’interesse dei cittadini”. Le Pen ha affermato: “Noi non possiamo più finanziare l’Ucraina. La Francia non è in una situazione di bilancio tale da poter fornire un aiuto finanziario all’Ucraina”, attaccando nuovamente le istituzioni europee. Ha inoltre chiesto di porre un freno alla Commissione europea, sostenendo che essa “non fa che oltrepassare le proprie prerogative” e che ora “deve tornare a ricoprire un ruolo di segretariato al servizio delle nazioni”. Le Pen ha anche chiesto che un accordo sul bilancio pluriennale arrivi solo dopo le elezioni in Spagna, Francia, Italia e Polonia, con l’obiettivo di ridurre i contributi dei Paesi all’Unione.

Anche all’interno del fronte sovranista emergono differenze: il leader del Pvv, Geert Wilders, ha detto che “Non è che siamo contrari al finanziamento all’Ucraina ma l’Olanda ha dato troppi aiuti a Kiev, ora paghino l’Italia e i Paesi del Sud”. Da Palazzo Berlaymont non è filtrato alcun commento. Il timore di un’onda sovranista che possa travolgere l’Unione europea, sottolinea la fonte, resta comunque vivo.