Per la prima volta le forze del cosiddetto campo largo non si sono affrontate apertamente in Aula sul tema dell’Ucraina: pur avendo presentato risoluzioni diverse, nessuno dei gruppi ha bocciato la posizione dell’altro come avvenuto in passato. Sui passaggi relativi al conflitto il Pd si è astenuto sui documenti presentati da M5s e Avs e viceversa, segnando così un mutamento nelle dinamiche interne all’alleanza progressista.
“E’ un passo in avanti – ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein – Penso sia il frutto del lavoro unitario e delle discussioni che stiamo facendo tra di noi. Si continua a lavorare per l’unità”. Nicola Fratoianni di Avs ha definito la giornata “un passone in avanti sull’alleanza” e ha invitato a confrontare i testi: “Andrei anche a leggere il testo in quel punto nelle tre risoluzioni – ha suggerito – che è diverso dalle precedenti”.
Il nodo resterà comunque l’invio delle armi: il Pd è favorevole, mentre M5s e Avs sono contrari, divergenze che al momento hanno impedito una risoluzione comune. I toni però appaiono meno netti rispetto al passato. Per esempio, a giugno il M5s chiedeva di “interrompere gli aiuti militari” all’Ucraina; nella versione più recente il Movimento afferma che “il continuo invio di armamenti contribuisce ad allontanare qualsiasi prospettiva di pace”. Anche il Pd ha usato in precedenza formule meno categoriche, ribadendo il “pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie”. Avs, dal canto suo, ha adottato una formulazione meno divisiva, chiedendo di superare “la logica dell’escalation militare”.
Malgrado i botta e risposta della vigilia, al momento del voto l’asse principale dell’alleanza progressista ha rispettato una tregua: anche l’ala riformista del Pd, la più intransigente sulla prosecuzione dell’invio di armamenti, si è allontanata dall’aula durante il voto sui documenti di Avs e M5s. Schlein ha inoltre ricordato che, nei giorni scorsi, sul Documento di programmazione di finanza pubblica “tutta l’Alleanza progressista ha presentato una risoluzione di politica economica ed anche europea”, con 21 punti che hanno messo d’accordo anche Più Europa e Italia viva.
Per il Pd le trattative con gli alleati sulla questione di Kiev sono affidate al responsabile Esteri, Peppe Provenzano, che ha commentato: “Il voto dimostra che c’è stato un significativo passo avanti, credo molto importante, che arriva dopo una risoluzione unitaria di ieri di tutte le opposizioni – ha detto – Un avvicinamento verso la risoluzione di un nodo politico che, comunque, resta demandato al tavolo della coalizione. La linea testardamente unitaria prosegue”.
In Aula Schlein ha ribadito la posizione del Pd: “Abbiamo sempre sostenuto il diritto dell’Ucraina a difendersi da una invasione criminale”. Ha poi aggiunto: “Per costruire la pace non bisogna aspettare che cada l’ultimo missile, serve uno sforzo diplomatico e politico dell’Ue”. Il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi ha criticato il governo con queste parole: “La prima parte del vostro ragionamento, inviare armi e poi trattare, l’avete messa in atto. Ma quando arriva la seconda parte, quella della trattativa?”.


























































