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Alghero, Enzo Favata torna con Ritornare: il quintetto Atlantico riunito dopo 20 anni

“E’ un viaggio importante che ci ha fatto tornare a noi stessi come artisti e al pubblico. In fondo quello che conta sono queste musiche che ci cercavano, hanno viaggiato tanto, sono tornate da noi e noi da loro”, spiega Enzo Favata, sassofonista e clarinettista, presentando il nuovo disco Ritornare. Il lavoro segna la ricomposizione del quintetto Atlantico, interrottosi una ventina d’anni fa, e vuole ridare respiro alla miscela di sonorità etniche e jazz che aveva caratterizzato la formazione.

Nel disco, con cui Favata debutta con l’etichetta tedesca Ecm, il musicista sardo ha riunito i compagni di viaggio Daniele di Bonaventura (bandoneon), Marcello Peghin (chitarra a dieci corde), Salvatore Maltana (contrabbasso) e U.T. Gandhi (batteria). I nove brani evocano in gran parte l’America Latina e riprendono il percorso immaginario che, nato nel 1999 con il progetto Atlantico, faceva spaziare la musica “dai labirinti di Borges e i villaggi senza tempo immaginati da Garcia Marquez”, come ricorda lo stesso Favata.

Favata sottolinea come il gruppo avesse avuto un periodo di grande successo: “Negli anni d’oro della discografia il disco con il gruppo Atlantico arrivò a 70 mila copie”, dice all’ANSA, ma dopo cinque anni in tour il gruppo decise lo stop per cercare altre musiche. “Sono passati 20 anni e quando nel novembre 2023 ho deciso di riprendere il viaggio è stato come tornare a casa”, aggiunge Favata, spiegando che non si è trattato di nostalgia ma di una ripresa del lavoro con il bagaglio maturato da ciascuno. Nella nota si ricorda inoltre che U.T. Gandhi, definito “un grande del jazz italiano”, è morto lo scorso agosto.

Il progetto Ritornare è stato fortemente voluto da Manfred Eicher della Ecm. La registrazione, conclusa in un giorno nello studio Bavarian di Monaco, si è chiusa con la soddisfazione del produttore, che ha commentato: “Si sente il mare, si sente il vento”.

Favata descrive la propria musica come un “melting pot di culture messe insieme”: nelle tracce si possono percepire influssi di Sudamerica, Africa, Germania e Sardegna. “Essere in ogni luogo è un po’ nel dna dei sardi, siamo stati fenici, spagnoli, un po’ arabi e adesso siamo italiani”, osserva il musicista, che aggiunge come accanto all’idea del viaggio vi sia sempre quella del racconto. “L’album è come un film senza immagini, sfogliare un libro e leggere racconti che a un certo punto ti entrano dentro”, dice Favata.

Per promuovere il disco il quintetto sarà in tour con date in Italia a Venezia, Moncalieri, Milano, Lanusei, Cagliari, Sassari, Roma e chiuderà l’anno con concerti all’estero a Vilnius (Lituania), Maputo e Beira (Mozambico), Pemba (Tanzania), Addis Abeba (Etiopia), per concludere il 21 dicembre a Orani, in Sardegna, e il 22 a Berlino.