Una splendida cornice e una ricca platea hanno accolto, venerdì pomeriggio, la presentazione del “Progetto Antibullismo” promosso dal Rotary Savigliano e dal suo presidente Marco Varetto. L’incontro si è svolto nell’elegante sala congressi di Palazzo Villa a Savigliano, sede del Rotary.
All’evento erano presenti tre sindaci — Antonello Portera (Savigliano), Alberto Deninotti (Marene) e Davide Sannazzaro (Cavallermaggiore) — oltre al dirigente scolastico dell'”Arimondi-Eula” Luca Martini, personale scolastico di varie città e il consigliere comunale Giacomo “Jack” Calcagno. L’introduzione è stata affidata al giornalista Doriano Mandrile.
Il presidente Marco Varetto ha spiegato le motivazioni dell’iniziativa: «per noi rotariani il “servizio” viene al primo posto, perché noi siamo fortunati e metterci a disposizione degli altri è un modo per condividere con la società un po’ di quello che abbiamo, e questo progetto, che cerca di combattere il bullismo partendo proprio dalle scuole, ci è sembrato assolutamente un ottimo modo per “servire”!».
Il progetto prende avvio dal libro “Harper Evans e la stella dei desideri” di Luca O’Connor. Lo stesso O’Connor, insieme al professor Maurizio Biancotti, ha realizzato il gioco “La stella dei desideri”, ideato per far emergere, con una chiave ludica, episodi di bullismo tra i giovanissimi e per aiutare anche i bulli a comprendere la gravità di questi comportamenti.
Il Rotary Savigliano ha finanziato la realizzazione del gioco e la sua distribuzione ad alcune scuole, principalmente le elementari del territorio, oltre agli incontri che Luca O’Connor e Maurizio Biancotti terranno direttamente nelle classi coinvolte.
O’Connor, oltre che autore è anche attore, e durante la presentazione ha proposto un monologo sul bullismo. Nel passaggio centrale ha descritto così la figura del bullo: «quello che entra in classe e sembra che stia arrivando il protagonista di un film. Cammina piano. Guarda tutti. Fa una battuta. Una battuta! Perché mica gli hai dato un pugno. Mica gli hai rotto un braccio. Mica gli hai fatto niente. Hai solo parlato. E poi, diciamolo, era una battuta. Una battuta. Perché se tu fai ridere dieci persone e ne fai piangere una, puoi sempre dire: “dai, stavo scherzando”. E qualcuno ride. Perché bisogna ridere. Anche se non fa ridere. Anzi, soprattutto se non fa ridere».
Per sostenere chi subisce prevaricazioni, O’Connor ha invitato a riflettere con la battuta conclusiva del monologo: «”dai che era solo una battuta…”. Ma se dopo averla detta non c’è più nessuno che ride, allora forse… non era solo una battuta».
Gli organizzatori hanno sottolineato che il bullismo non si vince con un solo strumento, ma che iniziative come il gioco “La stella dei desideri” e la disponibilità di realtà associative come il Rotary Savigliano possono contribuire alla sensibilizzazione e alla prevenzione nelle scuole.





























































