La mostra collettiva “The Weight of Normal Things” (fino al ottobre) è aperta alla Sofy Gallery, a Chelsea, New York. Curata da Luca Cantore D’Amore — nominato Curatore dell’Anno da Forbes nel 2024 — l’installazione riunisce le opere di Susan P. Martin, Patrick-Earl Barnes e Mara Clemente in un percorso tra pittura e fotografia che mette al centro la bellezza del quotidiano e una riflessione sul valore emotivo e poetico della vita di tutti i giorni, in controtendenza rispetto a una cultura che premia spettacolo e clamore.
L’iniziativa segna anche un consolidamento della presenza culturale e imprenditoriale italiana a Manhattan: la visione critica del curatore si affianca alla direzione strategica di Alfonso Masullo, co fondatore e direttore della Sofy Gallery. Questa leadership italiana contribuisce a posizionare la galleria di Chelsea come punto di riferimento per il collezionismo e il dialogo artistico tra Europa e Stati Uniti.
Cantore D’Amore spiega che l’esposizione indaga l’estetica dell’essenziale mettendo a confronto tre linguaggi visivi distinti ma in dialogo: “Poche cose sono democratiche e universali come l’arte — afferma —. Quando è vera, quando finalmente sprigiona la sua forza, l’arte sfugge alle regole, al merito, alla provenienza e alle strutture consolidate, raccoglie significato da ovunque e lo restituisce in ogni direzione. Se ha qualcosa da dire, se riesce a toccare qualcuno, semplicemente irrompe, senza chiedere il permesso e senza pregiudizi. È per questo che ci siamo concessi il lusso, forse persino l’imprudenza, di mettere insieme tre artisti così diversi eppure così vicini, uniti da un amore sfrontato per la vita e per quelle piccole cose e per il loro peso che, talvolta, sono tutt’altro che piccole”.
Sulla scelta degli artisti il curatore osserva di non aver cercato somiglianze ma “tre sguardi capaci di osservare la realtà con un grado straordinario di attenzione”: Susan P. Martin, che “si muove attraverso il tempo, lasciando che si depositi sui volti e sui paesaggi”; Patrick-Earl Barnes, che “incontra l’umanità nelle sue contraddizioni, sospeso tra il sorriso e la malinconia”; e Mara Clemente, che “strappa al rumore del mondo dettagli che avevamo smesso di notare”. I loro linguaggi, aggiunge Cantore D’Amore, non si fondono in uno solo ma “si parlano” e proprio nella distanza tra di essi risiede la possibilità della mostra.
A collocare il progetto nel mercato newyorkese è stato Alfonso Masullo, che porta oltre vent’anni di esperienza nell’art management. “Sofy Gallery — dichiara — nasce con un modello d’impresa preciso, portare a Chelsea una sensibilità e un rigore gestionale di matrice europea, capaci di intercettare collezionisti internazionali e nuovi buyer in cerca di solidità concettuale e qualità formale. In un mercato spesso condizionato da dinamiche iper-speculative e trend passeggeri, la nostra strategia commerciale punta su mostre che uniscono una curatela d’eccellenza a un forte valore d’investimento nel tempo. The Weight of Normal Things dimostra che esiste una richiesta primaria per un’arte visiva intensa, essenziale e duratura. La risposta dei collezionisti e il posizionamento della galleria in questo segmento confermano che l’imprenditoria culturale italiana ha oggi un ruolo centrale nel guidare il mercato dell’arte contemporanea qui a New York”.
L’ingresso alla mostra è gratuito; la galleria è aperta al pubblico per tutta la durata dell’esposizione dal martedì al sabato, dalle 11 alle 18 ora locale.


























































