sabato, Ottobre 17, 2026
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Rimini: turismo organizzato varrà 11,3 miliardi a fine 2026, ricavi -4,1%

(dell’inviata Cinzia Conti)

I ricavi del turismo organizzato segnano un calo del 4,1% in un quadro condizionato dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento del costo della vita, delle tariffe aeree e del jet fuel, ma il desiderio di viaggiare resta forte. È la fotografia del settore che Astoi Confindustria Viaggi ha presentato durante una conferenza stampa all’Astoi Hub in occasione del Ttg Travel Experience di Rimini.

Secondo le stime presentate, il turismo organizzato dovrebbe valere complessivamente 11,3 miliardi di euro a fine 2026. Di questi, 4,3 miliardi sono riconducibili al tour operating, rispetto ai 4,5 miliardi dell’esercizio precedente. Il mercato comprende anche i pacchetti venduti tramite online travel agency, le agenzie di viaggio tradizionali e il comparto crocieristico, che continua a mostrare una dinamica positiva grazie a una domanda sempre più ampia e trasversale.

Nel tour operating il prodotto “outgoing” rappresenta circa l’82% del mercato, mentre il restante 18% riguarda l’Italia. La spesa media per passeggero si attesta intorno ai 1.600 euro, con differenze significative a seconda della destinazione. Si evidenzia inoltre una polarizzazione dei tempi di prenotazione: crescono sia le prenotazioni con forte advance booking sia quelle effettuate negli ultimi 30 giorni prima della partenza, mentre si registra una contrazione degli ordini nella finestra tra i 90 e i 30 giorni.

Nonostante il calo, la domanda resta solida e reattiva: cambiano i tempi di prenotazione e le destinazioni scelte, e le indicazioni per i primi mesi del 2027 mostrano segnali di progressivo miglioramento. Il confronto avviene però con una stagione precedente caratterizzata da una domanda sostenuta e da prenotazioni avviate con largo anticipo.

Il comportamento dei viaggiatori mette in evidenza una forte capacità di adattamento. Quando una destinazione è percepita come meno sicura la scelta si orienta verso altre mete o la prenotazione viene posticipata più vicino alla partenza. In caso di riduzione del budget, invece di rinunciare al viaggio si tende a rimodularlo intervenendo sulla durata del soggiorno, sulla categoria dei servizi o sul numero delle esperienze. Il desiderio di partire resta dunque marcato e il viaggiatore cerca un nuovo equilibrio tra aspettative, qualità dell’esperienza e capacità di spesa.

Sul piano geografico la domanda si riorienta rapidamente in risposta al contesto internazionale, pur senza rinunciare all’interesse per destinazioni consolidate e nuove esperienze. Il Sud America registra la crescita più significativa (+14,5%), sostenuta dall’interesse per Argentina, Brasile, Perù e Colombia. Positiva anche l’Europa (+5,5%), in particolare per il Nord Europa, con menzioni per Finlandia e Norvegia.

Caraibi, Oriente, Oceania e Oceano Indiano si mantengono sostanzialmente in linea con lo scorso anno. In Oriente Thailandia e Giappone continuano a essere punti di riferimento, mentre la Cina registra un rinnovato interesse. L’Egitto merita una lettura specifica: sebbene il Nord Africa nel dato ponderato segni una lieve flessione (-4,3%), la destinazione continua a esprimere una domanda significativa, con Sharm el Sheikh e Marsa Alam centrali per il prodotto balneare, affiancate da Cairo e crociere sul Nilo.

Sul fronte opposto, la contrazione più marcata riguarda il Medio Oriente (-73%), fortemente condizionato dalle tensioni internazionali e rilevante anche per il ruolo degli hub dell’area nei collegamenti verso Asia, Africa e Oceano Indiano. In flessione anche il Nord America (-15,4%) e il Sud Africa (-13,1%). I dati confermano un mercato in cui la domanda non si arresta, ma si redistribuisce rapidamente tra aree geografiche diverse in funzione dello scenario, dell’accessibilità e della percezione di sicurezza.