La nuova bozza negoziale sulla Politica Agricola Comune (PAC) prevede, per il periodo 2028-2034, una disponibilità potenziale di circa 41 miliardi di euro per l’agricoltura italiana, rispetto ai 31 miliardi della proposta iniziale, pari a quasi dieci miliardi in più.
«È un segnale politico importante, soprattutto in una fase in cui il bilancio europeo complessivo è rivisto al ribasso. La dimostrazione che, quando l’Italia difende con determinazione i propri interessi, è possibile incidere concretamente sulle scelte europee. Un cambio passo di cui siamo fieri», afferma Daniele Polato, europarlamentare di Fratelli d’Italia e coordinatore ECR in commissione Commercio internazionale.
«Dietro questi numeri ci sono le nostre aziende agricole, le famiglie che vivono di agricoltura e un comparto strategico per la sicurezza alimentare, la tutela del territorio e la qualità delle produzioni italiane. Difendere la PAC significa difendere il lavoro, la competitività e il futuro delle nostre imprese – prosegue Polato – evitando che siano penalizzate da regole sempre più stringenti mentre sul mercato europeo entrano prodotti provenienti da Paesi terzi che non sempre rispettano gli stessi standard. È una battaglia che abbiamo iniziato per tutelare il riso, l’olio, tante nostre produzioni. E che proseguirà nei prossimi mesi».
Secondo Polato, «l’azione del Governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, è stata determinante. Un cambio di passo rispetto a un passato in cui troppo spesso le esigenze degli agricoltori sono state sacrificate sull’altare di un approccio ideologico, distante da imprese e territori».
Il negoziato, osserva infine l’europarlamentare, «prevede anche maggiori garanzie per il reddito degli agricoltori e strumenti più efficaci per difendere le imprese dalle importazioni, non è ancora concluso. Per questo continueremo a batterci per un rilancio del settore primario».





























































