Una delle opere più intense di Caravaggio arriva a New York: La Maddalena in estasi, dipinta intorno al 1606 durante la fuga da Roma, è esposta per la prima volta negli Stati Uniti all’Istituto Italiano di Cultura.
La mostra è stata inaugurata dal direttore Claudio Pagliara e dal vicepresidente della Camera dei Deputati, onorevole Giorgio Mulè. Contemporaneamente è stata aperta anche “1946: nasce la Repubblica. L’Assemblea Costituente a Montecitorio”, esposizione che celebra l’80esimo anniversario del referendum istituzionale per la scelta fra Monarchia e Repubblica e dell’elezione dell’Assemblea Costituente. Le due mostre, si legge in una nota, raccontano l’Italia attraverso due momenti di rottura e di rinascita: la scelta repubblicana e il percorso che portò alla nuova Costituzione, e il genio che ha rivoluzionato la pittura moderna.
“Si tratta di doppietta all’Istituto Italiano di Cultura a New York dove cultura e memoria si incontrano con un’opera straordinaria che arriva la prima volta negli Stati Uniti, la Maddalena in estasi, e con l’80/o anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente, il germe che ha fatto nascere la Costituzione Italiana – ha detto Mulè’ – e succede inoltre nei 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza Usa a riprova di un legame di radici comuni che vengono irrorate grazie alle cultura, alle istituzioni a tutta la collaborazione che c’è tra i due paesi”.
L’itinerario dedicato alla Costituente è composto da riproduzioni di documenti provenienti dall’Archivio storico della Camera, fotografie d’epoca e materiali multimediali, e ripercorre i principali passaggi che condussero dalla fine della Seconda guerra mondiale al voto del 2 giugno 1946 e alla successiva approvazione della Costituzione della Repubblica, il 22 dicembre 1947.
La Maddalena in estasi è stata riconosciuta nel 2014 da Mina Gregori come originale autografo di Caravaggio. La santa, con la testa riversa e le dita intrecciate, emerge dall’oscurità in un’immagine di dolore e pentimento. La tela è stata identificata come uno dei dipinti che il pittore portò con sé nel suo ultimo viaggio, nel luglio 1610.

























































