sabato, Ottobre 17, 2026
Home Sport Cagliari: Pavoletti annuncia addio al calcio giocato e punta al ruolo di...

Cagliari: Pavoletti annuncia addio al calcio giocato e punta al ruolo di direttore sportivo

Leonardo Pavoletti ha annunciato la decisione di “dire addio al calcio”, pur ammettendo che “una piccola porta la lascio ancora aperta”. Le parole, parte di una lunga lettera pubblicata sul sito del giornalista Gianluca Di Marzio, segnano un passaggio importante nella carriera dell’attaccante che ha giocato con Cagliari, Napoli, Sassuolo, Genoa e in Nazionale (una presenza, un gol).

Pavoletti, che aveva salutato il Cagliari alla fine della scorsa stagione senza appendere subito le scarpette al chiodo, ha spiegato di aver maturato la scelta anche alla luce di dubbi legati a un problema al ginocchio. “Interrogativi che ora sono diventati una decisione (quasi definitiva)”, scrive, raccontando che pochi giorni fa è stato ammesso al corso per direttori sportivi per l’inizio di “una nuova carriera dietro la scrivania o in viaggio a cercare nuovi talenti”.

Nella lettera Pavoletti ripercorre la sua vita da calciatore, compresi i momenti di incertezza: “A sedici anni ero in panchina e neanche in un club professionistico, ma nell’Armando Picchi, club di Serie D. Ero in juniores. Difficile pensare di poter diventare un calciatore”.

Ricorda poi il passaggio in Serie A, prima a Sassuolo e “soprattutto, a Genova. Una città di mare che viveva di calcio, una rosa che sognava grandi obiettivi. E Gasperini in panchina. Un genio. Anche se dopo tre giorni mi massacrò davanti a tutti con un video tattico per dei movimenti sbagliati. Ero appena arrivato, era impossibile che potessi già averli imparati. Gli ultimi due mesi, magici. Ero il titolare di una squadra che stava conquistando l’Europa. Vincevamo. Segnavo. Eccome se segnavo. E tutto Marassi urlava il mio nome. Tra i momenti più belli della mia vita. Un bambino che viveva un sogno. Il nome scritto sulla maglia. Uno stadio che canta per te. Ero diventato Pavoloso”.

Infine il capitolo Cagliari e il ricordo del gol promozione nella finale play-off con il Bari: “Se vinciamo, torniamo in A. Non aspettavo altro, ma Ranieri mi tiene in panchina. Quella maledetta panchina, come quando ero ragazzo. Il tempo scorre, 0-0. Entro solo all’89’. Ma la vita me lo ha insegnato, ogni minuto può essere importante. Mi sono allenato per questo. Cross dalla destra, ci arrivo prima di tutti. 0-1, siamo in Serie A. Tutto riassunto in 5 minuti. Mi è capitato di ripensarci”.