Milano. Regione Lombardia ha approvato il Piano regionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, recependo le indicazioni nazionali e confermando le misure già avviate per ridurre i tempi di attesa. Il provvedimento, proposto dall’assessore Bertolaso, punta a migliorare la programmazione delle prestazioni sanitarie, utilizzare al meglio le risorse disponibili e rendere più omogenea la gestione delle liste negli ospedali pubblici e privati accreditati.
L’obiettivo è migliorare l’accesso alle cure, rendere l’offerta sanitaria più aderente alle necessità dei cittadini e intervenire nelle situazioni in cui la domanda supera la capacità disponibile. Le misure riguardano sia la specialistica ambulatoriale sia i ricoveri programmati. Regione Lombardia proseguirà il monitoraggio delle prestazioni per le quali si rilevano le maggiori criticità: tra queste le prime visite specialistiche, le prestazioni endoscopiche ed ecografiche e gli esami di diagnostica per immagini, comprese risonanze magnetiche e tomografie computerizzate.
La programmazione prevede una quota ordinaria di attività e la possibilità di attivare prestazioni aggiuntive nel corso dell’anno sulla base delle esigenze emerse dal monitoraggio, con interventi mirati nei territori e per gli esami e le visite che presentano maggiori difficoltà, per ridurre la distanza tra le richieste dei cittadini e le disponibilità delle strutture. Il Piano punta inoltre a migliorare l’appropriatezza delle prescrizioni, affinché le prestazioni richieste siano coerenti con le effettive necessità cliniche e con le relative priorità.
La Cabina di Regia regionale continuerà a svolgere le attività di coordinamento, monitoraggio e verifica degli interventi per individuare le criticità e favorire l’adozione delle misure necessarie. Le regole contenute nel Piano riguardano l’intero percorso del paziente, dalla presa in carico fino al pre-ricovero e alla programmazione dell’intervento, prevedendo criteri comuni per l’inserimento e la permanenza nelle liste, l’attribuzione delle classi di priorità, il calcolo dei tempi di attesa e la proposta della data del ricovero.
Un altro obiettivo è mantenere gli elenchi aggiornati attraverso procedure condivise per individuare ricoveri già effettuati, iscrizioni duplicate, decessi, sospensioni e altre variazioni della posizione del paziente, con l’intento di disporre di liste più affidabili e rispondenti alle effettive necessità di ricovero. Le ATS rafforzeranno le attività di monitoraggio e controllo, mentre resterà in capo alle singole strutture sanitarie la responsabilità della corretta gestione e dell’aggiornamento delle proprie liste.
Il provvedimento prevede il progressivo miglioramento dei sistemi informativi regionali per rendere più tracciabili le diverse fasi del percorso assistenziale e favorire il collegamento tra le liste d’attesa dei diversi enti e le rispettive agende di programmazione. Dal 1° novembre 2026 l’indirizzo e-mail del paziente diventerà un dato obbligatorio per le nuove registrazioni e gli aggiornamenti delle posizioni nel sistema regionale di gestione delle liste d’attesa dei ricoveri (LAR). L’e-mail potrà essere utilizzata per le comunicazioni con il cittadino durante la permanenza in lista, anche per verificare la volontà di rimanervi e gestire le situazioni che richiedono un aggiornamento, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Le nuove linee guida promuovono inoltre una maggiore collaborazione tra ospedali Hub e Spoke: per alcuni pazienti selezionati, quando si tratta di procedure a minore complessità, sarà possibile valutare il ricovero negli ospedali Spoke per distribuire meglio le attività e alleggerire il carico degli ospedali Hub.
“Il piano regional sulle liste d’attesa”, ha commentato l’assessore alla Sanità, Guido Bertolaso, “è un cantiere aperto ogni giorno: il nostro obiettivo prioritario resta quello di migliorare la qualità del servizio ambulatoriale e azzerare i tempi di attesa entro la fine dell’anno. In questo momento ci stiamo concentrando sul lato della domanda, analizzando le prescrizioni dei medici anziché limitarci a intervenire sull’offerta. Vogliamo verificare l’appropriatezza di visite ed esami clinici: spesso, infatti, si registrano controlli ripetuti e non prioritari che finiscono per rallentare l’intero sistema. L’obiettivo è ottimizzare la richiesta sanitaria, garantendo prestazioni più diffuse sul territorio e realmente calibrate sui bisogni del cittadino. La prossima settimana presenteremo inoltre un progetto innovativo che razionalizzerà la gestione di esami e visite tra medici di medicina generale e strutture ospedaliere, segnando un ulteriore e fondamentale passo avanti”.






























































