Brescia. Si è svolta il 15 ottobre, nella Sala Beretta di Confindustria Brescia, la seconda edizione di “Scenari Digitali”, l’appuntamento dedicato alle trasformazioni digitali del sistema produttivo bresciano, promosso dal settore Digitale di Confindustria Brescia in collaborazione con Anitec-Assinform.
Nel corso dell’evento è stata presentata l’edizione 2026 della ricerca realizzata dal Centro Studi di Confindustria Brescia insieme ad Anitec-Assinform e NetConsulting cube. Lo studio ha analizzato il settore digitale bresciano dal lato dell’offerta, rappresentato dalle imprese che erogano servizi digitali, e da quello della domanda, costituito dalle aziende che li utilizzano. Complessivamente l’indagine ha coinvolto 170 imprese, con 17mila addetti e 7,8 miliardi di euro di ricavi.
Dalla ricerca emerge una crescente attenzione delle imprese verso la trasformazione digitale, accompagnata però da difficoltà nell’integrazione delle nuove tecnologie nei processi aziendali e da una persistente carenza di competenze specialistiche. Nel 2025 le spese destinate alle tecnologie ICT hanno rappresentato mediamente lo 0,8% del fatturato aziendale. Per il 2026 le imprese segnalano un generalizzato aumento dei budget, tendenza attribuita sia a una maggiore attenzione alla digitalizzazione sia all’incremento dei prezzi di beni e componenti ICT.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il 53% delle aziende utilizza l’IA esclusivamente a livello individuale, senza coordinamento o regolamentazione aziendale; un ulteriore 22% ha adottato soluzioni di IA a livello di singoli team, mentre solo il 15% ha raggiunto forme più avanzate di integrazione nei processi e nell’organizzazione. Per il prossimo anno è prevista un’accelerazione: il 29% delle imprese prevede un utilizzo a livello di team e il 28% un’integrazione nei processi aziendali. La carenza di competenze interne è indicata come il principale ostacolo all’adozione dell’IA, seguita dalle difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti, dai rischi legati a privacy e cybersecurity e dai costi di investimento e dalle incertezze sul ritorno dell’investimento.
Il mismatch delle competenze digitali interessa il 58% delle imprese, che segnalano un divario tra le professionalità richieste e quelle disponibili sul mercato. Per affrontarlo le aziende ricorrono prevalentemente a consulenti esterni (50%) e a percorsi strutturati di formazione interna (43%).
Dal lato dell’offerta, il settore digitale bresciano conta circa 3.100 imprese e quasi 10mila addetti, con una struttura produttiva caratterizzata dalla prevalenza di realtà di piccole dimensioni: l’83% delle aziende ha non più di cinque addetti e l’80% registra un valore della produzione inferiore al milione di euro. Le prospettive appaiono comunque positive: l’88% delle imprese ICT associate a Confindustria Brescia prevede un incremento del fatturato nel 2026, con una crescita superiore al 10% nel 28% dei casi.
L’intelligenza artificiale generativa e agentica assume un peso crescente nell’offerta di servizi: progetti che comprendono queste tecnologie hanno rappresentato l’11% delle commesse acquisite negli ultimi dodici mesi, interessando l’83% delle aziende intervistate. L’industria si conferma il principale settore di domanda, con una spesa digitale di 473,1 milioni di euro (+4,6%).
Le previsioni indicano un’ulteriore crescita del mercato digitale bresciano nel 2026, con un incremento del 4,3% e un valore complessivo di 1.518,9 milioni di euro. Negli anni successivi è atteso un graduale rallentamento, che porterà comunque il mercato a raggiungere 1,7 miliardi di euro entro il 2029.





























































