sabato, Ottobre 17, 2026
Home Mondo Manhattan: salta la vendita del Pierre, vedove residenti bloccano la cessione

Manhattan: salta la vendita del Pierre, vedove residenti bloccano la cessione

La vendita del Pierre, l’hotel-residenza di Manhattan dove hanno vissuto tra gli altri Michele Sindona e Liz Taylor, è saltata dopo che un gruppo di inquiline, in gran parte vedove e divorziate che occupano gli appartamenti da decenni, ha bloccato l’operazione. L’acquisto del palazzo su Central Park, valutato due miliardi di dollari, sarebbe dovuto andare a un tycoon saudita reclutato dal ministro del Tesoro Howard Lutnick, ma il miliardario Motasem Khashoggi, 56 anni e laureato a Harvard, non ha versato in tempo i 100 milioni di dollari di caparra necessari per portare avanti la trattativa.

“Un gruppo di vecchie signore, vedove e divorziate: guardate che cosa siamo riuscite a fare! Senza di noi saremmo già stati mandati via”, ha esultato Tina Beriro, 86 anni e residente da oltre 20, alla notizia del mancato pagamento della caparra.

Il progetto prevedeva una ristrutturazione da un miliardo di dollari affidata alla Dorchester Collection, catena di hotel di lusso del sultano del Brunei, e avrebbe comportato la vendita e il trasloco dei proprietari dei circa 70 appartamenti, tra i quali figurano le vedove e lo stesso Lutnick. Secondo documenti esaminati dal New York Times, dalla vendita Lutnick avrebbe ricavato un profitto di 60 milioni di dollari, mentre altri 30 milioni sarebbero andati come commissione a Newmark, società immobiliare da lui precedentemente guidata e nella quale lavorano due suoi figli. Il ministro di Donald Trump era favorevole alla transazione.

La vicenda ha diviso il jet set: contrari alla vendita il cantante Art Garfunkel e la stilista Tory Burch, mentre con Khashoggi e Lutnick si era schierato l’ex ad della Disney Michael Eisner. Durante un’assemblea infuocata la Burch aveva intimato: “Allora vendi. Se non sei contento, vattene”.

Inaugurato nel 1930, il Pierre è considerato un’icona di New York, ma come molti edifici d’epoca di Manhattan presenta problemi strutturali: infiltrazioni d’acqua, tubature corrose e impianti antincendio antiquati. L’albergo, gestito dall’indiana Taj Hotels, perde milioni di dollari all’anno e necessita di costosi interventi.

Per il momento le residenti rimangono nelle loro case; il saudita ha commentato: “Hanno il loro palazzo, io ho tenuto i miei soldi. Non so chi ha perso di più”.