sabato, Ottobre 17, 2026
Home Salute Milano: cardiologi lanciano l’allarme epidemia di scompenso, 800mila italiani

Milano: cardiologi lanciano l’allarme epidemia di scompenso, 800mila italiani

Circa 800mila italiani colpiti e oltre 130mila ricoveri all’anno: numeri che gli esperti dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) definiscono da “epidemia” e una “vera e propria emergenza sanitaria e sociale in forte crescita sia in Italia che a livello internazionale”. L’allarme è stato rilanciato in occasione della Convention nazionale Centri scompenso cardiaco Anmco 2026, tenutasi a Milano il 16 e 17 ottobre e dedicata alle innovazioni e alle strategie cliniche per la gestione dell’insufficienza cardiaca.

La due giorni, spiegano dall’Anmco, mira a coinvolgere tutti gli operatori che si occupano di insufficienza cardiaca sul territorio nazionale per ottimizzare le cure di una sindrome con ancora forte impatto prognostico ed economico. Nel corso degli anni la convention si è consolidata come momento di confronto operativo, orientato allo sviluppo di competenze clinico-assistenziali avanzate immediatamente applicabili nella pratica del Servizio sanitario nazionale.

“La gestione dello scompenso cardiaco si trova oggi davanti a una sfida cruciale: garantire la massima capillarità e diffusione della terapia ottimale su tutto il territorio nazionale”, afferma Massimo Grimaldi, presidente Anmco e direttore di Cardiologia all’ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari). “Non basta disporre di trattamenti efficaci: è fondamentale che queste cure raggiungano ogni singolo paziente, riducendo le ospedalizzazioni e migliorando la qualità della vita. La possibilità di ottimizzare al meglio il percorso terapeutico esiste ed è concreta, e l’Anmco è in prima linea in questa missione, promuovendo capillarmente standard d’eccellenza attraverso protocolli di ricerca innovativi, documenti di consenso strategici, congressi scientifici e programmi di formazione continua per i cardiologi. Solo unendo la capillarità della diffusione alla precisione della formazione medica possiamo trasformare le evidenze scientifiche in salute per i cittadini”. Grimaldi ha inoltre sottolineato che l’obiettivo strategico è “non lasciare indietro nessuno” e che la rete dei Centri scompenso Anmco rappresenta “l’infrastruttura clinica e umana fondamentale per vincere questa sfida”.

Fabrizio Oliva, past president Anmco e direttore della Cardiologia 1 dell’ospedale Niguarda di Milano, ha ricordato come negli ultimi anni si siano resi disponibili nuovi trattamenti farmacologici e non farmacologici, alcuni dei quali hanno dimostrato nei trial di migliorare significativamente la prognosi. Tuttavia, “nel mondo reale permangono difficoltà nella loro implementazione” e altri approcci restano ancora di nicchia o con dati non consolidati. Lo studio osservazionale Bring-Up 3 Scompenso, che ha coinvolto circa 180 centri sul territorio nazionale, offre una fotografia epidemiologica fondamentale: il registro mostra come l’introduzione tempestiva della quadruplice terapia farmacologica — i cosiddetti 4 pilastri dello scompenso — sia ormai una realtà consolidata nel 65% dei pazienti seguiti. Pur evidenziando una riduzione drastica della mortalità, lo studio segnala che “circa 1 paziente su 5 va incontro a un nuovo ricovero entro l’anno”. Per Oliva la priorità è ora abbattere “l’inerzia clinica residua”, intensificare la titolazione dei dosaggi e ottimizzare il follow-up territoriale nei primi 30 giorni per trasformare l’efficacia del protocollo Bring-Up in uno scudo contro le re-ospedalizzazioni precoci.

Per Federico Nardi, presidente designato Anmco e direttore di Cardiologia all’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato (Alessandria), il futuro della lotta allo scompenso si gioca su due fronti interconnessi: “l’evoluzione clinico-scientifica e la riorganizzazione tecnologica dell’assistenza”. Nardi indica come prospettive promettenti terapie farmacologiche di associazione sempre più precoci, trattamenti fenotipici mirati sulla specifica biologia del paziente e innovazioni applicate ai device. Secondo Nardi, la sfida è personalizzare tempestivamente il trattamento, intercettando la malattia nelle prime fasi e passando da una logica reattiva a una medicina di precisione. “Dobbiamo puntare a una gestione predittiva e integrata sul territorio, dove la digitalizzazione, la telemedicina e l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di monitoraggio remoto rappresentano i pilastri su cui si reggerà la sanità del domani”, ha affermato, ribadendo l’impegno dell’Anmco a trasformare l’avanguardia terapeutica e digitale in un modello organizzativo capace di garantire a ogni paziente il massimo livello di cura possibile.