Cuba ha chiuso settembre con 1.351 prigionieri politici, un nuovo record secondo l’organizzazione per i diritti umani Prisoners Defenders. Il gruppo ha aggiunto 50 nuovi casi al proprio elenco mensile e registrato anche 38 uscite, in gran parte per fine pena. Il bilancio, aggiornato al 30 settembre, comprende 152 donne e 40 persone arrestate quando erano minorenni.
Negli ultimi dodici mesi, tra ottobre 2025 e settembre 2026, sono stati registrati 318 nuovi prigionieri politici, con una media di 26,5 al mese.
Il rapporto segnala inoltre che 476 detenuti politici soffrono di patologie e che 53 presentano disturbi psicologici, psichiatrici, cognitivi o neurologici. Secondo la ong, molti non ricevono cure mediche adeguate né i farmaci necessari.
Tra i nuovi casi figurano persone arrestate durante le recenti proteste contro le interruzioni di corrente e la carenza d’acqua, oltre a un pastore evangelico fermato dopo aver convocato una preghiera pubblica. “Chiedere acqua ed elettricità può portarti in prigione”, ha dichiarato Javier Larrondo, presidente di Prisoners Defenders, denunciando la repressione delle manifestazioni e delle voci critiche.



























































