La vita Nuda, un atto unico in musica che mette insieme due opere di Luigi Pirandello, sarà presentata in prima assoluta dal Teatro dell’ Opera di Roma dal 20 al 25 ottobre al Teatro Nazionale, in occasione dei 90 anni dalla morte del drammaturgo. L’opera unisce L’uomo dal fiore in bocca, dramma sull’irruzione della malattia nella vita del protagonista, e La patente, vicenda giudiziaria grottesca di un uomo additato come portatore di sventura. La musica è di Matteo D’Amico sul libretto di Sandro Cappelletto; la regia è affidata a Cecilia Ligorio.
La partitura di D’Amico fa confluire i due titoli in un unico lavoro che, secondo la produzione, restituisce al pubblico una visione attuale dell’opera pirandelliana. Le scene, ispirate al neorealismo cinematografico, sono di Gregorio Zurla; i costumi di Vera Pierantoni Giua; le luci di Fabio Barettin. Nel cast Omar Montanari interpreta L’uomo dal fiore in bocca e Andrea Concetti veste i panni di Rosario Chiàrchiaro, protagonista de La patente. Completano il cast Annunziata Vestri, Maria Grazia Schiavo, Blagoj Nacoski, Marcello Nardis, Roberto Abbondanza e Federico Longhi. L’Orchestra del lirico capitolino è diretta da Alessandro Cadario.
Compositore romano al debutto al Costanzi, Matteo D’Amico ha dedicato una parte centrale della sua produzione al rapporto tra musica, letteratura e teatro. È stato direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana e, dal 2000 al 2002, del Teatro Comunale di Bologna; dal 2006 è Accademico di Santa Cecilia. “La vita nuda – spiega – è un’opera dove i personaggi, tutti importanti, cantano, con voci proprie e diverse, il loro essere nudi nel mondo, di fronte alla vita e alla morte, e anche si ascoltano, in un sovrapporsi polifonico dove ogni linea musicale, ogni frase è portatrice di un’intenzione, di uno slancio. Tutto si compone nel concertato finale, quando, nelle voci e nell’orchestra, prevale un tono di intima meditazione, come se gli otto protagonisti riflettessero sulle verità, sempre attuali e necessarie, narrate dal grande drammaturgo”.
La cornice drammaturgica in cui la regista Cecilia Lagorio fa muovere i personaggi è quella di una piccola stazione ferroviaria, anonima, dove un uomo perde il treno per un minuto. “un guasto interrompe la linea: i treni si fermano, tutte le partenze vengono sospese. Tutti sono costretti a fermarsi. La stazione diventa così un limbo in cui ognuno, solo, scopre di esserlo insieme agli altri… e così, aspettando un treno, scopriamo che stavamo aspettando la vita stessa”.
Alessandro Cadario torna sul podio dell’Opera di Roma dopo il debutto al Festival di Caracalla con Cenerentola di Prokof’ev nel 2023, seguito nel gennaio 2025 da Il pipistrello di Johann Strauss figlio al Costanzi e, nello stesso anno, sempre a Caracalla, da Don Giovanni di Mozart firmato da Vasily Barkhatov.


























































