L’Istituto per la bioeconomia del Cnr (Cnr-Ibe) ha realizzato la prima diagnosi sistematica delle strutture lignee che sostengono le coperture della Basilica di Santa Croce a Firenze, restituendo un quadro conoscitivo «senza precedenti» e fornendo «nuove basi per la sua tutela e conservazione».
Nicola Macchioni, che ha coordinato l’attività insieme a Margherita Vicario e Margherita Franchi, ha sottolineato che «emerge la documentazione di un sofisticato sistema di ventilazione naturale, concepito dai costruttori medievali per favorire l’asciugatura del legno in caso di infiltrazioni d’acqua. Una soluzione che testimonia la profonda conoscenza del materiale e che ha contribuito in modo determinante alla conservazione delle strutture fino ai giorni nostri».
Costruita tra il 1295 e il 1385 per la comunità francescana fiorentina, la Basilica è una delle più grandi chiese francescane d’Italia: con i suoi 115 metri di lunghezza e 38 di larghezza custodisce gli affreschi di Giotto e le tombe di Michelangelo, Galileo Galilei, Niccolò Machiavelli e Ugo Foscolo. Meno note sul piano costruttivo sono le coperture: la navata centrale è sormontata da un tetto retto da 31 capriate all’italiana, poste a circa 35 metri dal suolo e in grado di coprire una luce di circa 20 metri, a cui si aggiungono le strutture delle navate laterali, del transetto e delle cappelle.
Lo studio ha censito circa 530 metri cubi di legname e ricostruito la provenienza dei principali materiali impiegati: l’abete bianco, utilizzato per gli elementi di maggiori dimensioni, proveniva dalle foreste dell’alto bacino dell’Arno, tra Casentino e Mugello, mentre legnami come il castagno, impiegati in elementi più piccoli, arrivavano dalle aree collinari circostanti Firenze. La ricerca ha inoltre raccolto informazioni dettagliate su centinaia di elementi strutturali, documentandone qualità, criticità e tracce degli interventi effettuati nel tempo.
L’esigenza di disporre di una conoscenza aggiornata e approfondita di questo patrimonio ha portato l’Opera di Santa Croce a promuovere, insieme al Cnr-Ibe, un programma di ricerca sviluppato nell’ambito dei progetti Cobalto e Palco, finanziati dalla Regione Toscana con Giovanisì e cofinanziati dall’Opera.


























































