sabato, Ottobre 17, 2026
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Napoli: I 24 Grana ripartono con Bidonville, musica contro lo sfruttamento

Da oggi è disponibile in versione fisica e digitale “Bidonville”, il nuovo album di inediti dei 24 Grana. Anticipato dal singolo “Stadera”, il disco contiene 11 brani e arriva nell’anno in cui la band celebra i trent’anni di carriera, con l’intento di raccontare il presente e le sue contraddizioni.

“Questo album — dice all’ANSA Francesco Di Bella — nasce dopo un bel po’ di anni, desideravamo generare del materiale nuovo. Qualche anno fa abbiamo ripreso a fare concerti insieme e ci siamo resi conto che di fronte ci trovavamo un pubblico anche molto giovane. E di conseguenza abbiamo pensato che sarebbe stato bello comporre del materiale che suonasse più contemporaneo e che raccogliesse storie proprio di adesso.”

Di Bella pone l’accento sull’attenzione ai territori e alle loro dinamiche: “Quello che ci è venuto in mente subito è l’uso, lo sfruttamento che stiamo facendo dei nostri territori. È questo che volevamo raccontare anche alle generazioni più giovani. Quindi abbiamo parlato di Napoli, della periferia di Napoli, di Gaza… In generale, un po’ di quello che è il clima internazionale che sta aprendo degli scenari molto duri. Il disco vuole essere, in qualche modo, anche un monito e anche un incoraggiamento per le nuove generazioni. I 24 Grana sono qua da 30 anni e sono ancora qua per portare anche un bel po’ di speranza”.

Dopo trent’anni di ricerca, innovazione e di un linguaggio artistico capace di attraversare generi e generazioni, i 24 Grana inaugurano un nuovo capitolo della loro storia. Attraverso una scrittura cinematografica e profondamente umana, la band propone una lettura della realtà senza filtri, trasformando storie individuali in un racconto universale: la periferia diventa metafora della condizione esistenziale contemporanea e le vicende dei margini della città riconquistano dignità poetica.

Formatisi a Napoli a metà degli anni Novanta, i 24 Grana sono composti da Francesco Di Bella, Armando Cotugno, Renato Minale e Giuseppe Fontanella. Il nome del gruppo deriva da un’antica moneta del Regno di Napoli, simbolo del loro legame con la cultura partenopea e di una visione artistica lontana dalle logiche commerciali.