Oltre 200 fotografie ripercorrono la vita e il lavoro di Letizia Battaglia, tra le protagoniste della fotografia italiana del secondo Novecento. La mostra, allestita a Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino fino al 7 febbraio 2027, è curata da Walter Guadagnini, in coproduzione con Jeu de Paume e in collaborazione con l’Archivio Letizia Battaglia. L’esposizione arriva a Torino dopo le tappe allo Château de Tours, a Les Rencontres d’Arles e al Museo Civico San Domenico di Forlì.
Il percorso copre cinquant’anni di attività, dal 1970 al 2020, e ripercorre gli esordi tra Palermo e Milano e il ritorno in Sicilia nel 1974, quando Battaglia inizia a collaborare con il quotidiano L’Ora. Attraverso il suo lavoro documenta la violenza mafiosa e i rapporti tra criminalità e potere, realizzando immagini considerate testimonianze fondamentali della storia italiana. Tra gli scatti più noti è presente quello di Sergio Mattarella accanto al corpo del fratello Piersanti, ucciso dalla mafia nel 1980.
Il suo lavoro supera la sola cronaca: le fotografie raccontano la vita quotidiana, le differenze sociali, le feste religiose e i volti di donne, bambini e giovani. Ampio spazio è dedicato anche all’istituto psichiatrico di Palermo e ai rituali collettivi della Sicilia.
La mostra comprende inoltre immagini realizzate in diversi Paesi, dalla Turchia all’Egitto, dagli Stati Uniti alla Groenlandia. Nel 1985 Battaglia riceve, ex aequo con Donna Ferrato, il W. Eugene Smith Fund Grant in Humanistic Photography, importante riconoscimento internazionale per la fotografia sociale.
Dopo le stragi mafiose del 1992 la fotografa intensifica il proprio impegno politico e culturale. Nel 2017 fonda a Palermo il Centro Internazionale di Fotografia ai Cantieri Culturali alla Zisa, proseguendo la sua attività nella diffusione della cultura fotografica.
Il percorso espositivo è arricchito da 22 riviste alle quali Battaglia ha collaborato o che ha fondato e diretto, e dal documentario Amore amaro di Francesco G. Raganato (2012). La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli. Il 19 novembre alle 18,30 è inoltre previsto un incontro con Marta Sollima, nipote della fotografa e vicepresidente dell’Archivio Letizia Battaglia, in dialogo con il curatore Walter Guadagnini.


























































