C’è allarme tra le aziende italiane impegnate nello sviluppo della guida autonoma per il nuovo Codice della strada che, per la prima volta, riconosce i veicoli a guida automatizzata prevedendo la possibilità di sorveglianza anche da remoto. Tuttavia la supervisione da remoto rinvia a un decreto che non è ancora stato emanato: fino ad allora il controllore del veicolo dovrà essere a bordo.
«Il testo del nuovo Codice della strada inviato dal Mit al Parlamento riconosce per la prima volta la possibilità di avere un’auto che si guida da sola e questa è una buona notizia. Ma ha due difetti fondamentali che rendono questo testo respingente per chi voglia dare all’Italia servizi basati sulla guida autonoma su strada pubblica: richiede comunque la presenza di un autista a bordo e lascia la responsabilità in capo a quest’ultimo anche se evidentemente non ce l’ha», dichiara Luca Foresti, ceo di Niulinx, spin-off del Politecnico di Milano.
«Poiché i processi legislativi hanno per loro natura tempi lunghi il rischio che si sta correndo per il paese è che gli operatori come Niulinx vadano prima in altri paesi europei con codici più avanzati ad erogare i propri servizi. Sarebbe una occasione persa per l’Italia», aggiunge Foresti.
Niulinx, che impiega 100 persone, sviluppa un sistema di guida automatizzata di livello 4 con hardware e software proprietari, installato su Fiat 500e di serie e già in sperimentazione su strada in Italia. Se il testo non verrà modificato, spiega l’azienda, le prove per l’omologazione dovranno essere svolte all’estero, in Paesi come Germania e Spagna che hanno già regole ritenute più adeguate. Ciò comporterebbe lo spostamento di investimenti, ingegneri e dell’intera filiera industriale che si sta sviluppando attorno al settore.
Niulinx, che ha già un ufficio a Monaco di Baviera, rischia di essere tra le prime realtà a trasferire attività. L’azienda, sottolinea il ceo, opera in un contesto in cui l’Italia dispone di competenze di primo piano: ad aprile ha raccolto 38 milioni di euro da investitori del calibro di Cdp Venture Capital, A2a, Ferrovie dello Stato e Pirelli.


























































