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Praga, 16 ottobre: opere digitali su pini romani, onde e meduse

Fenomeni ambientali trasformati in opere d’arte digitale: è questo l’obiettivo di Co-vision — Mapping the Natural Heritage, progetto di cooperazione europeo co-finanziato dall’Unione Europea con il programma Europa creativa e guidato da Videocittà, il festival della visione e della cultura digitale ideato da Francesco Rutelli. Le opere, che saranno conservate in un Archivio digitale europeo, saranno presentate il 16 ottobre a Praga in occasione di Signal Forum, evento che riunisce artisti, curatori ed esperti internazionali.

Tra i temi affrontati dal progetto ci sono i pini romani minacciati da cocciniglie, funghi e insetti, le scogliere della Baia della Somme che arretrano a ogni tempesta, la proliferazione delle meduse nei mari della Grecia, le onde invisibili che nutrono la vita sottomarina dell’Adriatico, le foreste alluvionali della Moravia e le microalghe che custodiscono la memoria del Delta dell’Ebro. Artisti internazionali, con il contributo di scienziati e comunità locali, hanno trasformato questi fenomeni in installazioni digitali e opere immersive.

“Roma-Videocittà è capofila del progetto”, dichiarano gli organizzatori. Come icona del paesaggio mediterraneo è stato scelto il Pinus pinea, testimone della storia di Roma e oggi minacciato da cocciniglie, funghi e insetti. Pinus Pinea – AV Talk, a cura di Anna Lea Antolini, nasce dal lavoro di Simone Arcagni (Università IULM di Milano), della visual artist Lorenza Liguori, del sound designer Vincenzo Pizzi e della danzatrice e pedagoga Delfina Stella, in dialogo con la Tenuta Presidenziale di Castelporziano: un’installazione audio e video con testo letterario che invita il pubblico ad ascoltare il mondo dal punto di vista dell’albero.

Altri progetti includono Medusa Valley di Yiannis Kranidiotis, che affronta la proliferazione delle meduse nei mari greci attraverso grandi meduse luminose realizzate con bottiglie di plastica riciclata, fibre ottiche e led che reagiscono alla presenza dei visitatori. Sul Delta dell’Ebro, Lauren Moffatt, Shoeg (Carlos Martorell) e Jaume Vidal hanno creato Mapping the Invisible, un’installazione in realtà aumentata che rende visibili le diatomee, microalghe i cui gusci di silice custodiscono da millenni la memoria del delta.

A Namur, Fossilized Futures di Marco Barotti e Robertina Šebjanič esplora la biodiversità legata ai fiumi Sambre e Mosa e richiama Strudiella devonica, uno dei più antichi fossili di insetto conosciuti. Isola di Hvar LAB852 prende le mosse dalla ricerca dell’oceanografa Zrinka Ljubešić e del suo team (Facoltà di Scienze dell’Università di Zagabria) sulle Island-Trapped Waves attorno all’isola di Lastovo, onde “intrappolate” che portano nutrienti in superficie e sostengono la biodiversità marina, fenomeno che il riscaldamento del mare può alterare.

Il progetto include inoltre ‘Amazzonia Morava’, sulle foreste alluvionali alla confluenza dei fiumi Morava e Dyje: un team di artisti cechi, slovacchi e ucraini ha creato Confluence (Soutok), che segue le uova di pesce trasportate dalla corrente e racconta, attraverso l’erosione delle sponde, le sfide di chi gestisce l’area protetta. Infine, Transilvania Trust propone Roots and Routes, che ripercorre le storie e leggende degli anziani di Bonțida sul fiume Someș e le trasformazioni del paesaggio e del rapporto fra comunità e natura.