sabato, Ottobre 17, 2026
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Bruxelles: intesa Ue-Meloni sul dl bollette, von der Leyen avverte ‘non faremo miracoli’

Oltre trenta ore di vertice nell’Europa Building a Bruxelles: era dal marzo 2022 che non si registrava un summit così lungo. Allora l’Unione europea affrontava un conflitto alle porte e una emergente crisi energetica; oggi il conflitto è ancora presente e la crisi energetica si presenta più profonda e articolata.

Da questo quadro è partita l’offensiva della premier Giorgia Meloni per ottenere maggiore flessibilità e mettere in discussione il funzionamento dell’Ets. Il risultato concreto è arrivato a margine del summit: l’intesa con la Commissione sul decreto bollette consente al governo di intervenire sulla formazione del prezzo dell’elettricità senza violare le norme europee sull’Ets. «E’ stata una trattativa lunga ma costruttiva, l’intesa ci consentirà di abbassare i costi», ha dichiarato la premier.

La Commissione ha precisato che la misura dovrà essere «temporanea» e ha chiesto al governo di inviare al più presto il piano di intervento per poterlo valutare. L’accordo richiama la cosiddetta «eccezione iberica» concessa nel 2022 a Spagna e Portogallo, che di fatto permise loro di applicare un price cap. In Italia, sul prezzo dell’elettricità all’ingrosso incide in particolare il gas: imponendo un tetto al costo del gas usato per produrre elettricità si ottiene una riduzione del prezzo finale, mantenendo però intatte le penalizzazioni sulla CO2 previste dall’Ets, che gravano sulle imprese. Sarà lo Stato a coprire la differenza tra il costo reale del gas e il prezzo determinato dal tetto, che sarà negoziato tra governo e produttori di energia.

«Il nostro lavoro ha dato i primi risultati», ha commentato il viceministro all’Ambiente Vannia Gava, che ha seguito il negoziato. Meloni ha sottolineato inoltre che le conclusioni del vertice su competitività ed energia «hanno recepito le priorità dell’Italia», richiamando in particolare la valutazione d’impatto per l’Est2 e la presa d’atto della necessità di misure urgenti contro il caro energia. «Anche sulla richiesta di ulteriore flessibilità dopo aver parlato con Ursula von der Leyen sono ottimista», ha aggiunto la premier.

La strada però rimane in salita: Ursula von der Leyen ha frenato ricordando che «Non possiamo fare miracoli», posizione sostenuta dai Paesi frugali del Nord e dalla Germania. La proroga del regime temporaneo degli aiuti di Stato — sull’intesa del dl bollette — resta al momento l’unica misura concessa nel brevissimo periodo. Italia, Grecia e i Paesi del gruppo di Visegrad hanno fatto squadra, e Roma potrebbe giocare su due tavoli paralleli: quello della flessibilità e quello, altrettanto delicato, del bilancio Ue.

I 27 leader si incontreranno ancora due volte a novembre, a Dublino e a Bruxelles, e a dicembre è previsto un summit sul quale Antonio Costa ha nuovamente chiesto un accordo finale sul bilancio. Il 4 febbraio si terrà un nuovo Consiglio europeo sulla competitività nel castello di Aiden Biesen, come lo scorso anno.

Il summit, durato due giorni, ha mostrato segnali di cambiamento nel clima politico di Bruxelles: le posizioni dei Paesi membri potrebbero irrigidirsi con il passare del tempo, complice il ciclo elettorale 2027 che coinvolgerà i principali attori del continente. Pedro Sánchez, Emmanuel Macron e Donald Tusk sono avviati verso consultazioni elettorali in tempi diversi, e lo stesso si profila per l’Italia. «Sul tema dell’energia siamo molto determinati», ha detto Meloni, guardando idealmente alle proteste che hanno attraversato l’intera Penisola, dagli studenti agli autotrasportatori, che — si osserva — possono costituire un campanello d’allarme in vista della campagna elettorale.