L’economia europea continua a crescere, seppure a un ritmo contenuto, nonostante la concatenazione di shock avversi. Lo scrive il Fmi nel ‘Regional Economic Outlook’ per l’Europa.
Secondo il rapporto, l’ondata di caldo e la siccità estive si sono sommate “agli effetti negativi dei rincari energetici, e i dazi esterni restano alti”. Nel complesso, “l’attività economica è proseguita facendo meglio del previsto”, ma la crescita rimane fragile.
Il Fmi segnala come fattori di vulnerabilità “grossi rischi geopolitici e geoeconomici”, l’aumento delle pressioni per la difesa e altre necessità di spesa pubblica e la salita dei rendimenti sovrani. Per questo motivo, avverte, “la prospettiva è di una crescita mediocre che si protrae nel medio termine”.
Per l’area euro il Fondo monetario internazionale prevede una crescita dell’1,1% per quest’anno, seguita dall’1,2% e dall’1,3% nei due anni successivi.


























































