Il Chiostro del Bramante di Roma ospita la mostra Food. Il gusto nell’arte dal 17 ottobre al 29 marzo, un progetto dedicato ai trent’anni di attività espositiva della sede. Curata da Suzanne Landau, l’esposizione mette al centro il cibo come nutrimento, piacere, convivialità ma anche come simbolo di potere, identità, desiderio e disuguaglianza.
Il percorso riunisce 190 opere di oltre 60 artisti, dal Cinquecento ai giorni nostri, e intreccia pittura, scultura, fotografia, video, installazioni, design e cinema. Sei sezioni tematiche accompagnano il visitatore alla scoperta delle molteplici interpretazioni artistiche del cibo: dai viaggi attraverso il mondo al suo rapporto con il corpo, dal gioco alla tradizione della natura morta, fino alle questioni ecologiche e alla dimensione dei ricordi.
“Gli artisti hanno trasformato l’atto di nutrirsi e il cibo stesso in un linguaggio visivo, riflettendo su identità, politica, status sociale, piaceri e tabù. Il cibo è divenuto allegoria, metafora, atto di ribellione, espressione di amore, fatica, memoria e desiderio”, spiega la curatrice.
La mostra mette a confronto passato e presente: mentre le nature morte barocche celebravano l’abbondanza e la bellezza dei prodotti della terra, gli artisti contemporanei impiegano il cibo per interrogare le contraddizioni della società. Tra i lavori in esposizione, Marina Abramović trasforma il gesto del mangiare in performance con The Onion; David LaChapelle esplora l’immaginario del consumo attraverso la fotografia; Sam Taylor-Johnson, con Still Life, mostra in un video la decomposizione della frutta, trasformando la natura morta in una riflessione sul tempo.
Non mancano provocazioni e riflessioni ambientali: Is it cake? di Claire Fontaine reinterpreta l’orinatoio di Marcel Duchamp trasformandolo in una torta, mentre Flooded McDonald’s del collettivo Superflex mostra un fast food sommerso dall’acqua, evocando il rapporto tra consumismo e crisi climatica. Due grandi installazioni immersive — Sweet Memories di Simone Post e Pasta Shell Grotto di Bompas & Parr — invitano i visitatori a entrare nelle opere.
A corollario dell’esposizione sono previsti laboratori, visite guidate e attività inclusive realizzate con l’Ospedale Bambino Gesù e Coldiretti, oltre all’audioguida Il gusto di Roma, curata da Giovanni De Stefano.


























































