Il Brasile ha aumentato le esportazioni di petrolio greggio verso i Paesi europei, che a settembre hanno superato la Cina come principale destinazione delle vendite.
Secondo i dati del ministero dello Sviluppo, le spedizioni complessive di greggio brasiliano nel mese hanno raggiunto 13,75 milioni di metri cubi. Di questo volume il 38% è stato diretto verso Paesi europei, con i Paesi Bassi in testa, mentre la quota della Cina si è fermata al 34%. Ad agosto la Cina assorbiva il 39% dell’export brasiliano contro il 29% dell’Europa.
L’incremento delle vendite al mercato europeo ha contribuito a migliorare la bilancia commerciale del Brasile. Tra gennaio e settembre il saldo commerciale con l’Ue è passato dal deficit di un miliardo di dollari registrato nello stesso periodo del 2025 a un surplus di 6,1 miliardi di dollari nel 2026. Nello stesso intervallo la quota dell’Ue sulle esportazioni brasiliane è salita dal 14,2% al 20,2%.
Il petrolio ha guidato la crescita: le vendite al blocco sono aumentate del 139% in valore e il greggio rappresenta il 34,1% dell’export diretto in Europa. Sono aumentate anche le esportazioni di minerale di rame e di farina di soia, mentre le importazioni brasiliane dall’Ue sono diminuite dell’8,7% in valore. Il risultato è legato soprattutto alle restrizioni europee agli acquisti di petrolio russo e alle conseguenze del conflitto in Iran, fattori che hanno spinto i Paesi europei a cercare fornitori alternativi.

























































