sabato, Ottobre 17, 2026
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Cuneo, Federmanager: Quaglia su Strategia Cuneo 2030 e il manager del futuro

Il tessuto economico della provincia di Cuneo sta attraversando una fase di profonda trasformazione: la solida tradizione manifatturiera e l’elevata densità d’impresa continuano a garantire stabilità e attrattività, ma costi energetici, sostenibilità e nuove tecnologie impongono un cambio di passo. In questo contesto, Federmanager Cuneo sottolinea il ruolo strategico del management come motore capace di convertire criticità in opportunità per il territorio.

A parlare dello stato di salute dell’economia locale e delle priorità dell’associazione è il presidente Giancarlo Quaglia. Secondo Quaglia, “La Granda si distingue da sempre per un tessuto economico solido, caratterizzato da un’elevata densità d’impresa e da eccellenze industriali e manifatturiere di livello internazionale. Questa stabilità garantisce filiere corte e un forte potenziale d’attrazione per i talenti manageriali. Tuttavia, il contesto macroeconomico ci impone di non dare nulla per scontato. Le sfide legate alla transizione digitale ed ecologica, alla gestione sostenibile delle risorse aziendali e all’impatto dei costi energetici richiedono un cambio di passo. In questo scenario, la dirigenza non è soltanto un fattore di gestione, ma il vero motore strategico in grado di trasformare le complessità in opportunità di crescita e di competitività per il territorio”.

Federmanager Cuneo partecipa ai tavoli di pianificazione strategica del territorio, contribuendo al passaggio dalla fase di definizione alla fase di attuazione. Sul progetto “Strategia Cuneo 2030” l’associazione porta competenze manageriali utili a trasformare linee guida in progetti operativi, con indicatori di prestazione chiari (MBO) e obiettivi sostenibili, mettendo in rete enti locali, istituzioni scolastiche e universitarie, sistema sanitario e imprese.

I progetti in cantiere della territoriale cuneese si muovono su tre direttrici principali. La prima riguarda formazione continua e cultura d’impresa: tramite gli strumenti nazionali del sistema Federmanager, come Fondirigenti e 4.Manager, vengono promossi percorsi di upskilling e reskilling per accelerare digitalizzazione e adozione di tecnologie abilitanti. La seconda direttrice è la sostenibilità e la transizione ecologica, con il supporto alle aziende nella gestione strategica delle risorse essenziali — dai rifiuti all’energia fino alla gestione idrica — verso modelli di business trasparenti ed ecocompatibili. La terza riguarda tutela della salute, sicurezza e welfare: l’associazione valorizza il sistema di welfare di categoria (come FASI e Previndai) e promuove una cultura della sicurezza sul lavoro integrata nei processi aziendali, offrendo sostegno ai dirigenti e ai quadri, in servizio o in pensione.

Sulla figura del “Manager del Futuro”, Quaglia traccia un identikit che unisce competenze tecniche e capacità trasversali: “Il manager del futuro è una figura poliedrica e altamente integrata. Non basta più una specializzazione strettamente tecnica: serve una spiccata leadership trasformativa, in grado di coniugare competenze digitali, sostenibilità e gestione delle risorse umane.” Per il presidente, la sfida principale è governare la Twin Transition — transizione green e digitale — mantenendo al centro etica d’impresa, sicurezza e benessere dei lavoratori. Il dirigente moderno deve essere facilitatore di innovazione, valorizzare i giovani talenti, promuovere la parità di genere nei ruoli apicali e guidare le aziende con visione proattiva verso gli scenari internazionali.

Quaglia rivolge infine un appello agli associati e ai giovani dirigenti: considerare Federmanager come un punto di riferimento formativo, professionale e umano, investire nella formazione continua e farsi promotori di un’innovazione responsabile. Ricorda inoltre la convocazione dell’Assemblea Ordinaria del 7 novembre a Vicoforte, invitando gli interessati a partecipare e a confermare la propria presenza.