sabato, Ottobre 17, 2026
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Francia spinge spread ai massimi: cosa cambia per l’Italia, secondo Intesa Sanpaolo

La tensione sui titoli di Stato europei «parte dalla Francia e si trasmette anche all’Italia», ma è necessario distinguere «tra il nervosismo del mercato e i fondamentali economici», spiega all’Adnkronos Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo.

Secondo De Felice, l’aumento dell’avversione al rischio che sta comprimendo i listini azionari e facendo salire i rendimenti obbligazionari è legato a incertezze geopolitiche e all’incremento del costo dell’energia. In particolare, l’allargamento dello spread tra i titoli francesi (Oat) e il Bund tedesco sarebbe il fattore scatenante: «È un movimento legato alle prossime elezioni e all’ampia correzione di finanza pubblica che la Francia dovrà affrontare. Parliamo di un deficit vicino al 6% del Pil», afferma, sottolineando che qualunque sarà il nuovo presidente dovrà intervenire in modo importante.

De Felice ricorda che la Francia è il secondo più grande Paese d’Europa e che eventuali tensioni sui suoi conti pubblici possono mettere in discussione l’idea della moneta unica o, quanto meno, generare frizioni tra gli investitori. In campagna elettorale «ascoltiamo le proposte di chi potrebbe vincere: Marine Le Pen indica obiettivi di riduzione dell’età pensionabile e, al tempo stesso, dichiara di voler rimettere in ordine la finanza pubblica francese».

Anche lo spread italiano è aumentato, seppure in misura più contenuta. De Felice osserva che parte del rialzo può riflettersi nella mancata uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo: rimanervi «implicherà anche una maggiore tenuta dei conti pubblici» e limiterà alcune flessibilità, creando vincoli alla spesa soprattutto in vista dell’appuntamento elettorale del 2027. Per questo motivo, secondo l’economista, è «importante che la manovra non sia dichiaratamente espansiva per finalità puramente elettorali, ma cerchi di essere molto selettiva e di favorire la produttività, senza necessariamente aumentare la spesa pubblica».

Sull’eventuale richiesta italiana di maggiore flessibilità europea, De Felice ritiene che deroghe al Patto di stabilità possano essere giustificate solo se collegate a obiettivi precisi: «interventi che puntino a risolvere il problema della bassa produttività del nostro sistema economico». Una flessibilità commisurata a investimenti mirati può dunque trovare una giustificazione; difficilmente, invece, la Commissione europea la concederebbe per finanziare misure come interventi sulle accise o simili.

Quanto al prezzo dei carburanti, Intesa Sanpaolo prevede un rientro dei prezzi non subito ma nell’arco del 2027: un modesto ritorno verso gli 80-85 dollari al barile, favorito da un aumento dell’offerta da Canada, Brasile e Stati Uniti e da una riduzione dei tagli alla produzione da parte dei Paesi Opec. De Felice definisce gli interventi sui carburanti «misure tampone»: se per le grandi compagnie integrate, come Eni (e citando esempi come Total in Francia), è possibile comprimere i margini, per i piccoli operatori — le cosiddette pompe bianche e gli indipendenti — la compressione dei margini è difficile da sostenere.

Per l’economia italiana, Intesa Sanpaolo stima una crescita dello 0,9% per l’intero 2026 e «grosso modo lo stesso valore per il 2027», con un aumento del Pil dello 0,3% nell’ultimo trimestre dell’anno. De Felice avverte che «un’inflazione al 4% erode il potere d’acquisto delle famiglie», per cui i consumi potrebbero non essere particolarmente vivaci nel 2027 e sarà «soprattutto gli investimenti ad accelerare». Segnali positivi arrivano dal credito bancario, con l’erogazione alle imprese in aumento e una maggiore domanda di finanziamenti per investimenti.

Infine, sul fronte delle banche centrali, De Felice osserva che i mercati già «scontano una serie di rialzi molto aggressivi da parte della Bce». Intesa prevede «un altro rialzo nella riunione di dicembre» e ritiene possibile «ancora uno o due rialzi, con l’eventuale secondo intervento all’inizio del 2027», prima di tornare verso «una situazione di maggiore tranquillità». L’obiettivo della Bce, sottolinea, è evitare che l’inflazione legata all’energia si propaghi al resto dell’economia, ancorare le aspettative sui prezzi e proteggere il potere d’acquisto e il valore del risparmio.