sabato, Ottobre 17, 2026
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Marco Alverà: per il caro carburanti l’Italia deve mantenere la capacità di raffinazione

Marco Alverà, fondatore di Zhero e dopo 12 anni in Eni ex amministratore delegato di Snam, mette in guardia sul ruolo cruciale della capacità di raffinazione nella transizione energetica. Intervistato dall’Adnkronos, Alverà sottolinea che per l’Italia «serve il diesel, non semplicemente il petrolio», e che il nodo è essenzialmente industriale: la disponibilità di prodotti raffinati e la capacità di produrli.

Il manager osserva che il prezzo dei carburanti ha ormai superato una soglia psicologica importante, con «la benzina oltre i due euro e il diesel che si avvicina ai 2,50 euro». Sul piano immediato il costo del petrolio acquistato dalle raffinerie è molto elevato e i mercati risultano «estremamente volatili», perciò è necessario mantenere alta l’attenzione sul prezzo finale e sulle dinamiche che lo determinano.

Riguardo alle decisioni delle compagnie — come Eni, Ip e Q8 — di applicare price cap o sconti, Alverà avverte che «i margini nella distribuzione sono molto risicati» e che non si può generalizzare: la situazione è complessa e senza una soluzione immediata, dunque va monitorata con attenzione.

Per il medio-lungo periodo la raccomandazione è chiara: «Serve mantenere attiva la capacità di raffinazione», perché la transizione ecologica deve procedere gradualmente senza rinunciare a infrastrutture che diventano strategiche soprattutto in fasi di crisi geopolitica. Sul tema della fiscalità o degli extraprofitti delle compagnie, Alverà ribadisce che il punto fondamentale è industriale — servono investimenti e va conservata la capacità di raffinazione — mentre la fiscalità è «una questione prettamente politica».

Sull’ipotesi di una possibile limitazione o embargo americano alle esportazioni di diesel, Alverà non esclude che «a un certo punto, negli Stati Uniti emerga la volontà di contenere i prezzi domestici limitando le esportazioni». Sarebbe, avverte, «un problema importante», perché gli Stati Uniti «dispongono di una grande e sofisticata capacità di raffinazione e rappresentano una fonte rilevante di prodotti raffinati, diesel compreso».

Infine, con il petrolio attorno ai 100 dollari e segnali di tensione geopolitica, Alverà mette in evidenza che «la chiusura dello Stretto sta bloccando milioni di barili, sia di petrolio sia di prodotti raffinati». Al di là dell’evoluzione della crisi, il messaggio per il futuro è netto: occorre «costruire nuova capacità di raffinazione o ripristinare, dove possibile, quella che è stata dismessa».