sabato, Ottobre 17, 2026
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Santa Maria Capua Vetere: processo per furti d’auto rinviato per incompatibilità

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Il processo sul presunto sistema di furti d’auto, ricettazione e riciclaggio che vede imputate oltre venti persone non è ancora entrato nel vivo. L’ultima udienza, tenutasi nei giorni scorsi, è stata rinviata al 3 novembre dopo che il collegio giudicante — composto dalla giudice Crisci e dai giudici Vitale e Riello — ha sollevato una questione di incompatibilità.

Secondo quanto emerso in aula, il collegio avrebbe in passato già giudicato un imputato la cui posizione era stata successivamente stralciata da questo stesso procedimento. Si tratterebbe di una persona che, per gli stessi fatti oggi contestati agli altri imputati, avrebbe già ricevuto una valutazione di merito in un diverso giudizio. La difesa ha eccepito che questo elemento comprometterebbe l’imparzialità del collegio chiamato ora a decidere sulla posizione di Pascarella e degli altri.

I legali degli imputati hanno sollevato l’incompatibilità, e il collegio, dopo aver valutato la richiesta, ha deciso di rimettere gli atti e di rinviare l’udienza, verosimilmente per consentire una verifica formale della situazione.

La materia è regolata dagli articoli 34 e 35 del codice di procedura penale, che disciplinano i casi di incompatibilità del giudice, e dagli articoli 36 e 37, che riguardano l’astensione e la ricusazione. La Corte Costituzionale, con la sentenza 283 del 2000, ha stabilito che può essere ricusato il giudice che, in un diverso procedimento, abbia già espresso una valutazione di merito sul medesimo fatto e nei confronti del medesimo soggetto.

Le accuse nel procedimento riguardano 84 furti di auto avvenuti tra gennaio 2018 e febbraio 2019 in vari comuni — Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Napoli, Casalnuovo, Afragola, Mugnano, San Martino Valle Caudina, Roccabascerana e Arpaise — e gli inquirenti ipotizzano ruoli distinti all’interno della presunta organizzazione: chi rubava, chi “ripuliva” le auto e chi le smontava per rivendere i pezzi.

A finire a giudizio sono 19 imputati, tutti provenienti da varie aree della Campania. Tra questi figurano Andrea Dossi, 49 anni, e Alessandro Dossi, 51 anni, entrambi di Casalnuovo; Ernesto Vinciguerra, 48 anni, di Casalnuovo; Gennaro Delle Femmine, 61 anni, di Casalnuovo; Giuseppe Peluso, 46 anni, di Casalnuovo; Antonio Parrella, 52 anni, di San Martino Valle Caudina; Rinaldo Parrella, 36 anni, di Roccabascerana; e Giuseppe Parrella, 26 anni, di San Martino Valle Caudina.

Dalla zona del Beneventano sono imputati Fulvio Covino, 22 anni; Vincenzo Barbato Buono, 24 anni; Ilario Covino, 34 anni; e Giuseppe Pierno, 47 anni, questi ultimi tre di Arpaise. Dalla provincia di Caserta sono originari Domenico Pascarella, 42 anni, di San Felice a Cancello, e Clementina Pascarella, 42 anni, di Maddaloni, oltre a Giuseppe Pierno, 47 anni, e Benedetto Pierno, 22 anni, entrambi di Maddaloni (località Montedecoro).

Completano il gruppo degli imputati Giuseppe D’Amico, 49 anni, di Casalnuovo; Paolo Napoletano, 34 anni, di Napoli; Vincenzo Sorrentino, 45 anni, di Afragola; Rocco Orefice, 40 anni, di Napoli; e Massimiliano Apa, 48 anni, di Casalnuovo.

Nel procedimento sono coinvolti numerosi avvocati della difesa, tra cui Umberto Costanzo, Orlando Sgambati e Mario Cecere. Il rinvio al 3 novembre servirà a chiarire la posizione del collegio: se l’incompatibilità dovesse essere confermata, i giudici non potranno proseguire nella trattazione del processo e si renderà necessario un nuovo collegio; in caso contrario, il processo potrà riprendere il suo corso.