A Castello Sforzini a Castellar Ponzano il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, ha lanciato un appello rivolto ai militanti del centrodestra e ha definito la compagine guidata dal generale Vannacci la “sporca dozzina”.
Nel suo intervento, Sforzini ha evocato la nostalgia per Silvio Berlusconi e ha parlato di “Tanta voglia di Berlusconi”. Ha descritto il centrodestra come un’architettura politica complessa e “costruita trent’anni fa dal Cavaliere”, una casa comune che include “identitari, liberali, conservatori, sovranisti, cattolici, laici”.
Sforzini ha accusato Vannacci e i suoi “dodici apostoli” di non essere realmente interessati a trattare per un accordo, ma di mettere in atto una strategia volta a provocare l’allontanamento dal progetto. Secondo il presidente del Centro Studi, la strategia si fonderebbe su “linee rosse” e richieste economiche impossibili, con l’obiettivo di essere esclusi e poi potersi proclamare pronti a salvare il Paese: “Ah, vedete? Io ero pronto a salvare l’Italia, ma Meloni, Salvini e Tajani mi hanno chiuso la porta in faccia!”.
Nel rivolgersi ai militanti di Futuro Nazionale, Sforzini ha chiesto se fossero disposti ad assistere “in silenzio mentre quel progetto viene trasformato nello strumento per far tornare la sinistra al governo?”, esprimendo preoccupazione per il futuro del movimento. Con un’immagine metaforica, ha paragonato la situazione a quella di persone salite “su un Hummer blindato pensando di fare la rivoluzione”, scoprendo che il guidatore puntava verso un burrone gridando “Si salvi chi può!”.
Sforzini ha inoltre richiamato la figura di Berlusconi come riferimento: secondo il suo ragionamento, con Silvio al timone certe tensioni sarebbero state gestite diversamente, ad esempio con una battuta in un vertice di Arcore o con un rapido intervento parlamentare. Per questo ha chiesto agli “uomini liberi” di far emergere le contraddizioni e di intervenire per salvare il centrodestra da quanto definito un grave errore politico.
L’appello si è chiuso con una domanda rivolta ai lettori: “E voi, cari lettori, sentite anche voi questa improvvisa, irrefrenabile voglia di Silvio?”

























































