di Lucia Magi
Le truffe sentimentali sono «tra i crimini finanziari più diffusi e devastanti al mondo», avverte la giornalista investigativa Mariana van Zeller. Per indagare il fenomeno, la reporter premiata agli Emmy è diventata ella stessa un’esca nei confronti dei seduttori online, realizzando un’inchiesta sotto copertura raccontata nel documentario Super Truffami, disponibile dal 18 ottobre su Disney+.
In un’intervista all’ANSA a Los Angeles, dove vive, van Zeller ha illustrato l’estensione del fenomeno: «Negli Stati Uniti un adulto su sette dichiara di aver perso denaro in questo tipo di raggiri. Solo nel 2025 sono stati sottratti oltre un miliardo di dollari. E questa somma riguarda solo i casi segnalati alle autorità; le cifre reali sono molto più alte». Ha aggiunto che «si stima che il giro d’affari globale delle frodi, non solo sentimentali, valga circa 450 miliardi di dollari l’anno. Ha superato persino il narcotraffico tra le attività più redditizie dell’economia criminale».
L’idea di mettere in scena un’inchiesta sotto copertura è nata dalla reazione di amici e familiari, che quando raccontava questi casi domandavano «ma come si fa a essere così stupidi? Perché mandare soldi a uno sconosciuto?». Van Zeller ha spiegato di aver voluto «smettere di puntare il dito contro le vittime e cominciare a fare domande a chi le inganna. I truffatori sfruttano tecnologie raffinate ed emozioni che proviamo tutti: amore, speranza, avidità, paura. Può succedere a chiunque».
Per documentarsi la giornalista si è creata un’identità fittizia, indossando parrucca e occhiali e aprendo profili su siti di incontri e social. I primi contatti sono arrivati quasi subito: uno dei corteggiatori si è spacciato per un generale pluridecorato. Con l’aiuto di un hacker van Zeller ha scoperto la vera identità dell’uomo e lo ha rintracciato, in una svolta che la reporter definisce quasi da thriller.
«Mi ha impressionato il tempo che questi professionisti dell’inganno dedicano alle loro vittime. Messaggi ogni giorno, per settimane o mesi, prima di chiedere denaro», racconta. «Quando lo fanno, non sono più degli sconosciuti. Hanno costruito un rapporto emotivo e anche se cominci a sospettare qualcosa, preferisci continuare a crederci, perché rinunciare significherebbe affrontare una perdita dolorosa».
A rendere il fenomeno ancora più insidioso è l’uso dell’intelligenza artificiale. «Già un anno fa usavano ChatGPT e i deepfake. Oggi la tecnologia è migliorata così rapidamente che sarebbe molto più difficile riconoscere un video falso», osserva van Zeller. Nel documentario si vede un presunto innamorato che effettua videochiamate facendo muovere la foto dell’uomo che si spaccia per essere e parlando con un inglese dal forte accento africano.
La reporter incontra anche una donna convinta di avere una relazione con Jon Bon Jovi: sull’orlo di perdere la casa, per la vergogna mostra i video messaggi del cantante che le manda pensieri della buona notte e poi chiede bonifici.
Secondo van Zeller uomini e donne hanno le stesse probabilità di cadere nelle trappole sentimentali, ma «le donne sono molto più disposte a raccontarlo. Credo siano più coraggiose nel superare il pudore, soprattutto se pensano che la loro esperienza possa aiutare qualcun altro». A monte del fenomeno c’è, inoltre, quello che la giornalista definisce «una vera e propria epidemia di solitudine», diffusa a livello globale: in Europa, dice, «una persona su quattro dichiara di sentirsi sola almeno una volta alla settimana e una su otto si sente sola in generale».

























































