Si chiariscono alcuni dettagli sui disordini scoppiati ieri mattina nei pressi degli istituti Giorgi e Berti di Verona, rispettivamente a Veronetta e a Chievo. Oltre alle 21 denunce complessive già note, l’ultimo comunicato della Polizia di Stato segnala il sequestro di materiali rinvenuti dopo la fuga dei manifestanti, tra cui i resti di quello che sembra un ordigno incendiario artigianale.
Durante i rilievi della Polizia Scientifica nei pressi dei cassonetti dati alle fiamme in via Toti sono stati recuperati una bottiglia di plastica con tracce di benzina, una bomboletta di deodorante e frammenti di una bottiglia di vetro contenenti un pezzo di stoffa e un accendino: elementi che lasciano ipotizzare una “molotov” rudimentale, su cui la Questura ha disposto ulteriori accertamenti tecnici. Nelle vie adiacenti sono stati inoltre sequestrati un manganello telescopico, una grossa catena e un coltello con una lama di circa 14 centimetri. La violenza dei tafferugli ha causato anche danni a un’automobile parcheggiata nella zona.
I fatti si sono verificati a partire dalle 7.50: circa ottanta persone, molte con il volto coperto, hanno trascinato e incendiato alcuni cassonetti in mezzo alla strada davanti all’istituto Giorgi, lanciando oggetti e fumogeni. L’intervento di Volanti e Digos ha permesso di bloccare diciannove giovani, che sono stati accompagnati in Questura e denunciati per danneggiamento seguito da incendio, getto pericoloso di cose e blocco stradale. Alle 8.10 un gruppo più piccolo ha lanciato fumogeni contro l’ingresso dell’istituto Berti; le telecamere di videosorveglianza hanno consentito di identificare due studenti, anch’essi denunciati.
L’indagine prosegue: gli investigatori stanno analizzando i restanti filmati delle telecamere di zona e i video amatoriali diffusi online per individuare eventuali altri partecipanti ai disordini. Nella stessa giornata il nuovo Questore di Verona, Mauro La Matina, si è presentato alla stampa.





























































