Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e già direttore generale dell’Istituto nazionale per le malattie infettive L. Spallanzani di Roma nonché direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, ha commentato sui social le parole di Papa Leone sulla malattia e il suo messaggio di trasparenza. Secondo Vaia, questo messaggio può far sentire chi affronta una malattia oncologica “un po’ meno solo”.
Il medico osserva però che le numerose testimonianze che ha ricevuto mettono in luce anche una realtà difficile: liste d’attesa interminabili, vissute come una profonda ingiustizia, difficoltà a contattare i medici e pazienti che non si sentono ascoltati.
Vaia invita medici, infermieri e operatori sanitari a interrogarsi: pur riconoscendo che i carichi di lavoro sono pesanti e il personale insufficiente, l’ascolto, il rispetto e l’umanità devono restare al centro della cura. Rivolge infine un appello a tutti, e in particolare a chi ha responsabilità nella sanità: “Impegniamoci di più. Perché curare significa anche esserci”.


























































