sabato, Ottobre 17, 2026
Home Informazione Locale Cuneo Cuneo, presunte violenze in carcere: in aula il medico legale e i...

Cuneo, presunte violenze in carcere: in aula il medico legale e i vertici

Nuova udienza nel procedimento sulle presunte violenze all’interno della casa circondariale di Cuneo. L’accusa contesta a dieci agenti della Polizia penitenziaria, fra i quali l’allora comandante, episodi avvenuti tra il 2021 e il 2023, con attenzione anche ai fatti del giugno 2023 nel Padiglione Gesso.

A riferire sugli esiti delle visite mediche è stato il consulente medico-legale del pubblico ministero, che ha esaminato i detenuti a distanza di circa dieci giorni dai fatti. Secondo il professionista, alcune lesioni risultano compatibili con traumi contusivi avvenuti nei giorni precedenti, soprattutto per forma e localizzazione. Tra i segni riscontrati è stato segnalato un occhio nero ancora visibile al momento della visita. Il sanitario ha tuttavia definito modesta l’efficienza lesiva dei traumi, precisando che non tutte le ecchimosi consentivano di ricostruire con certezza le modalità dei colpi.

È stato poi ascoltato l’attuale direttore della casa circondariale, assente la sera del 20 giugno 2023 per motivi di salute. Il dirigente ha ricostruito alcune criticità organizzative dell’istituto, richiamando l’aumento della popolazione detenuta e i problemi relativi alla videosorveglianza del Padiglione Gesso. Ha inoltre spiegato che l’utilizzo della forza deve avvenire quando non siano praticabili alternative e che, in via ordinaria, l’isolamento cautelare richiede l’autorizzazione della direzione.

A sostituirlo da remoto in quei giorni era una direttrice. Presente in aula, la funzionaria ha dichiarato di aver appreso dell’accaduto soltanto il 28 giugno, attraverso una telefonata del vicecomandante. Ha lamentato di non essere stata informata né dell’intervento né dell’isolamento dei detenuti, sottolineando che avrebbe dovuto essere avvisata.

Secondo la sua ricostruzione, la protesta era circoscritta a poche celle e non sembrava preludere a una rivolta; la direttrice ha ipotizzato che l’irruzione potesse essere stata finalizzata a tacitare le proteste, precisando però di non essere stata presente in istituto.

Il processo è stato rinviato al 20 novembre.

CharB.